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Il violino sopravvissuto al Titanic

Si credeva che fosse andato perso durante l’affondamento del Titanic e invece, dopo anni di ingloriosa soffitta in una casa inglese e dopo molteplici perizie è certo, il violino ha ritrovato il suo padrone. Wallace Hartley era il direttore di quel gruppo di musicisti passati alla storia, non tanto perchè vittime di una delle tragedie più note e raccontate del ‘900, su cui tanto si è scritto e grazie alla quale il cinema ha fatto fortuna, quanto per il coraggio dimostrato nell’affrontare quei momenti drammatici.

Titanic

Si comportarono da eroi suonando fino a quando l’inclinazione del ponte del gigante lo concesse. Ebbene, Wallace Hartley potrà essere certo di una cosa, il suo violino non lo abbandonò neanche quando i flutti inghiottirono il Titanic. Quel violino, legno e corde in materia, ma anima pura nel suono e nella melodia, fedele al suo padrone in quel rapporto simbiotico che lega il musicista al suo strumento, restò a galleggiare per dieci giorni, chiuso in una custodia, al fianco del corpo esanime di Wallace. L’elemento che ha certificato l’autenticazione è stata la targa in ferro su cui la fidanzata, Maria Robinson, fece incidere  “For Wallace”, come dedica a quel regalo  nel giorno del loro fidanzamento.

Molto probabilmente il violino sarà esposto, inizialmente, nel museo di Belfast, prima di concedere un’ultima standing ovation  ad alcuni altri musei, per poi finire all’asta ad un prezzo di partenza stimato, attualmente, in 100.000 euro. A distanza di oltre un secolo sembra ancora di udire quel “Nearer, My God,  To Thee” che accompagnò gli ultimi istanti di vita di orchestrali e viaggiatori, annullando il tempo che ci separa da quei tragici momenti e trasformandolo in poesia.

 

 

Written by Ennio Lo Chiatto

Nato ad Avellino il 9 aprile del 1981, background giuridico e grande interesse per la geopolitica e la politica internazionale. Appassionato di nuoto e arti marziali, con l'hobby del pianoforte, quando possibile scappa dal rumore della città per cercare il contatto con la natura selvaggia. L'esperienza gli ha insegnato che nella vita si vince e si perde ma l'importante è dare sempre il massimo. Per Urban Post scrive soprattutto di attualità internazionale.

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