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Il web compie trent’anni: “È solo l’adolescenza”, il messaggio celebrativo del fondatore Tim Berners Lee

È incredibile come l’avvento del web, avvenuto esattamente 30 anni fa, abbia cambiato le nostre vite. Per certi versi sembra ieri, per altri pare ci sia sempre stato. Quasi non ricordiamo più come si viveva senza rete, senza interpellare i motori di ricerca per qualsivoglia curiosità. Con il sapere in tasca, e il cervello forse un po’ più vuoto, siamo in grado di affrontare qualunque cosa. Hai un dubbio? Chiedi a Google. Non conosci la strada? Beh, c’è Maps. E gli esempi sarebbero infiniti. A volte, però, sarebbe giusto anche soffermarci a pensare all’uso improprio della rete, all’odio che troppo spesso ha provocato, alle conseguenze di azioni troppo leggere e superficiali. Anche Tim Berners Lee, che in quel lontano 12 marzo 1989, gettò le basi del World Wide Web, al Cern, insieme al ricercatore Robert Cailliau, invita a riflettere sulle responsabilità che diritti e doveri della rete comportano con un lungo messaggio celebrativo per i 30 anni del web.

Tim Berners Lee, il messaggio per i 30 anni del web

L’appello di Tim Berners Lee è che il web sia per tutti ma che, allo stesso tempo, ci sia maggiore sicurezza per gli utenti e considera questo momento come il periodo di adolescenza della rete, un tempo transitorio di crescita verso una fase adulta più matura e consapevole. “Abbiamo la responsabilità di assicurarci che il web sia riconosciuto come un diritto umano e costruito per il bene pubblico. – sostiene Berners Lee – È il momento di celebrare quanto lontano siamo arrivati, ma anche di riflettere quanto lontano dobbiamo ancora andare. La lotta per il web è una delle battaglie più importanti del nostro tempo. Il web è diventato una piazza pubblica, una biblioteca, uno studio medico, un negozio, una scuola, un ufficio, un cinema, una banca e molto altro, ma il divario tra chi è online e chi non lo è aumenta, oggi la metà del mondo è online. È più che mai urgente assicurare che l’altra metà non sia lasciata indietro offline e che ognuno contribuisca ad una rete che promuova uguaglianza, opportunità e creatività. È il nostro viaggio dall’adolescenza digitale ad un futuro più maturo, responsabile e inclusivo. Il web è per tutti e abbiamo il potere di cambiarlo”.

Tim Berners Lee tocca, poi, i temi sensibili riguardanti Internet e gli usi impropri della rete: gli attacchi hacker, il profitto che sacrifica gli interessi degli utenti, il linguaggio d’odio che troppo spesso ne scaturisce. “Sarebbe disfattista pensare che il web che conosciamo non possa essere cambiato in meglio nei prossimi 30 anni. – afferma – Se rinunciamo a costruire un web migliore ora non sarà il web ad averci deluso ma noi ad aver fallito”. L’informatico britannico, sottolinea poi, l’importanza di stabilire norme e leggi che regolino la rete, obiettivo già lanciato a novembre, al Web Summit di Lisbona, con l’iniziativa un ‘Contratto per il web’, che mette insieme un gruppo di persone “d’accordo sul fatto che sia necessario stabilire norme, leggi e standard chiari che sostengono la rete. I governi, le aziende e i cittadini stanno contribuendo e puntiamo ad avere un risultato entro la fine dell’anno”.

30 anni di Internet, Tim Berners Lee: più regole da parte dei governi

“I governi – continua Tim Berners – devono trasferire leggi e regolamenti nell’era digitale, garantire che i mercati rimangano competitivi, innovativi e aperti. E hanno la responsabilità di proteggere i diritti e le libertà delle persone online. Le aziende devono fare di più per garantire che la ricerca del profitto a breve termine non vada a scapito dei diritti umani, della democrazia, dei fatti scientifici o della sicurezza pubblica. Piattaforme e prodotti devono essere progettati tenendo presenti la privacy, la diversità e la sicurezza”. E ancora, Berners Lee chiama in causa gli utenti che “devono ritenere le aziende e i governi responsabili degli impegni che assumono, con entrambi che rispettano il web come una comunità globale con i cittadini al centro”. Poi spiega: “Il contratto per il Web non deve essere un elenco di soluzioni rapide ma un processo che segnala un cambiamento nel modo in cui comprendiamo la nostra relazione con la comunità online. Deve essere abbastanza chiaro da fungere da stella guida per il futuro, ma abbastanza flessibile da adattarsi al rapido ritmo del cambiamento tecnologico. È il nostro viaggio dall’adolescenza digitale a un futuro più maturo, responsabile e inclusivo. Il web è per tutti e abbiamo il potere di cambiarlo. Non sarà facile. Ma se sogniamo un po’ e lavoriamo molto, possiamo ottenere il web che vogliamo”. Queste le conclusioni di Tim Berners Lee, direttore del Consorzio del World Wide Web e insignito, nel 2016, del premio Turing.

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