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Imane Fadil, avvelenata o morte naturale? Entrambe le piste restano aperte, infuriano le polemiche sul caso

Imane Fadil potrebbe essere morta avvelenata e l’ipotesi ha pari dignità di quella che vede il suo decesso avvenuto per cause naturali. La conferma arriva da fonti della procura di Milano, rilanciate delle principali agenzie di stampa. Restano aperte quindi tutte le varie ipotesi sulla morte della modella marocchina testimone chiave dei processi Ruby che vedono tra gli imputati Silvio Berlusconi. “Non si sa la causa della morte”, rimarcano gli inquirenti chiedendo ai media di essere prudenti: “c’è una morte che non ha risposta clinica: è indiscutibile che ci sia un sospetto di avvelenamento, ma bisogna tenere in considerazione che potrebbe
trattarsi di una malattia rara o autoimmune”.

Intanto, dopo le parole di ieri del legale del Cavaliere, Paolo Sisto, che ha parlato della morte di Imane Fadil come di un danno enorme per la difesa di Silvio Berlusconi nell’ambito dei processi Ruby, oggi c’è da registrare il duro scontro tra il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, e il deputato di Forza Italia  Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato.

imane fadil

“Ci vediamo in tribunale”. Marco Travaglio ha risposto così, tramite l’Adnkronos, a Giorgio Mulè che questa mattina aveva aspramente  criticato l’editoriale del direttore del “Fatto” sul caso di Imane Fadil. Affermazione subito stigmatizzata dal portavoce azzurro che ha controreplicato attaccando duramente Travaglio, sempre tramite l’Adnkronos: “Il tribunale è l’unico posto  sulla terra dove ci potremmo vedere dal momento che sei destinato ad  andare all’inferno…”. Secondo Mulè il direttore de Il Fatto Quotidiano “è intriso di cattiveria e odio”. Poi ha chiosato dicendo di voler rinunciare all’immunità parlamentare, a scanso di equivoci, su questa vicenda.

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