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Immigrati: ancora morti e dispersi dopo i nuovi sbarchi sulle coste di Palermo stamane

Erano 190, divisi in due barconi,  i clandestini che sono partiti due sere fa dalle coste della Libia per raggiungere l’Italia. Di loro, solo alcuni sono sopravvissuti al viaggio della speranza. I gommoni a bordo dei quali viaggiavano, infatti, si sono rovesciati durante la traversata e 100 tra uomini e donne sono finiti in mare. Le motovedette della guardia costiera e la nave della marina militare Etna di Palermo, sono intervenute prontamente per recuperare alcuni di loro, ma la maggior parte sono stati inghiottiti dalle onde, scomparsi nel buio di una notte d’estate, di loro  non si è saputo più nulla.

emergenza immigrati

E’ questa l’ennesima scoraggiante testimonianza di uno degli oltre 200 profughi che sono approdati ieri a Palermo, in Sicilia, dove sono stati accolti e sono ora ospitati dalla parrocchia del quartiere Falsomiele. Maxwell Yeboah, originario del Ghana, era uno di loro, e racconta di un viaggio fatto di attesa ed aspettative, che per molti dei suoi compagni si è trasformato in un incubo senza via di scampo, l’episodio già visto di una serie che descrive tristemente una cruda realtà. Quella di chi fugge dalla guerra, dalla violenza, dalla miseria; quella di chi si illude e viene illuso di una vita migliore e pur di inseguire un sogno si gioca tutto, si gioca la vita. Ma il Mediterraneo non ce la fa più, è stanco di essere il cimitero silenzioso di sognatori dai sogni infranti. Ed in questo clima di amarezza e disillusione, dopo che da tempo il nostro paese chiede a gran voce il sostegno dell’Unione Europea e delle organizzazioni sovranazionali, parla dal municipio di Pozzallo (Ragusa), il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che in occasione di un incontro sull’ emergenza immigrazione in Italia, esprime la sua rassegnazione e annuncia la sua intenzione di non proseguire con l’operazione ‘Mare nostrum’ in mancanza di effettivi prossimi aiuti da parte dell’Europa. “Non faremo morire le persone in mare“ ha dichiarato il ministro, suggerendo che bisogna al più presto intervenire in Libia, perché è li che partono i barconi “della morte”.

A fare da cornice, l’ulteriore allarmante dato secondo il quale otto militari della Marina che hanno presieduto le operazioni di recupero dei profughi già a partire dai giorni scorsi, sono risultati positivi al test della tubercolosi. Il capo di Stato Maggiore della forza armata, ammiraglio Giuseppe de Giorgi, tuttavia, ha tenuto a precisare che gli otto uomini dell’operazione “Mare Nostrum” non sono malati, né manifestano sintomi della malattia, sono però positivi al test, condizione che richiede certamente  ulteriori accertamenti, ma che nella maggior parte dei casi non prevede implicazioni in quanto il virus viene debellato attraverso cure ordinarie.

 

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