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Immigrazione, il piano dell’Europa per aiutare l’Italia

Siamo abituati a vivere l’immigrazione clandestina come una brutta gatta da pelare che l’Europa ci sbologna senza tanti complimenti. E in effetti è stato così a lungo. Ma forse ora qualcosa sta cambiando. Il commissario europeo Dimitris Avramopoulos sembra intenzionato a correre in aiuto di Italia, Spagna e Grecia, ovvero i tre paesi dell’Unione maggiormente esposti sul fronte degli sbarchi.

Il piano di Avramopoulos si basa su quattro misure. La prima è il maggior controllo delle frontiere. Attualmente l’Unione Europea destina 90 milioni l’anno per Frontex, il programma di pattugliamento delle frontiere. Non bastano e la nuova Commissione lo sa. Si pensa di raddoppiarli, coinvolgendo maggiormente i paesi del Nord nelle grane di frontiera di quelli del Sud.

Il secondo punto è una revisione delle regole per l’asilo politico. In questo momento, a causa delle moltissime richieste, i paesi faticano a gestire l’enorme flusso di pratiche. Le regole saranno riviste e possibilmente semplificate. Ma se l’Italia rimprovera ai paesi del Nord di non impegnarsi abbastanza nella difesa dei confini marittimi, Germania, Svezia e altri paesi rimproverano agli stati del Sud di non ospitare abbastanza immigrati. Si procederà quindi alla messa a punto di un meccanismo che suddivida i nuovi arrivati equamente tra gli stati.

Infine l’immigrazione legale, quella che non si fa con le carrette del mare ma secondo le regole. Tra 5 anni nell’UE ci saranno 15 milioni di persone attive (quindi forza lavoro) in meno. Questo dato deve far riflettere. L’Europa rischia di morire di vecchiaia e deve trovare un modo per inglobare e formare nuova forza lavoro in maniera legale e senza venire sommersa da una pericolosa e ingestibile marea di clandestini.

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