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Immigrazione, uscito il 23esimo Rapporto della Caritas

“Tra crisi e diritti umani”: è questo il titolo del XXIII Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes,  presentato il 30 gennaio alla Domus Mariae di Roma.

immigrati in sicilia

Secondo il rapporto, che fornisce un quadro della situazione in cui vivono i migranti nel nostro paese, all’inizio del 2013 risiedevano in Italia 59.685.227 persone, di cui 4.387.721 (7,4%) di cittadinanza straniera. La popolazione straniera residente é aumentata di oltre 334 mila unità (+8,2% rispetto all’anno precedente). E un alunno su due nelle nostre scuole è straniero solo “sulla carta”.

L’incremento registrato negli anni, come emerge dai dati dell’Istat citati, é dovuto principalmente all’apporto alla natalità dato dalle donne straniere. Infatti, di pari passo con l’aumento degli immigrati che vivono in Italia, anche l’incidenza delle nascite di bambini stranieri sul totale dei nati ha avuto una notevole crescita.

I “nuovi italiani” più numerosi risultano essere i marocchini con il 21,5%, seguiti dagli albanesi (16,3%) e dagli egiziani (4,7%). Le acquisizioni di cittadinanza – che hanno avuto un incremento del 16% – riguardano principalmente il Nord-Est e il Nord-Ovest, mentre il Sud e le isole, dove peraltro prevalgono le acquisizioni per matrimonio, hanno numeri molto contenuti. Le città con un numero maggiore di “nuovi italiani” sono Milano, Roma, Torino, Brescia e Treviso.

Le famiglie dei migranti hanno dovuto fronteggiare la crisi economica in posizioni di evidente svantaggio: il rischio di povertà interessa circa la metà di loro, con un’incidenza quindi più che doppia rispetto alla situazione delle famiglie italiane. Un quarto degli stranieri è incapace di pagare con puntualità affitti e bollette contro, rispettivamente, il 10,5% e l’8,3% degli italiani.

Per gli immigrati, poi, il problema abitativo è una criticità tre volte superiore a quella delle famiglie italiane. Dal punto di vista territoriale, gli stranieri residenti nel Mezzogiorno sono più poveri e deprivati di quelli del Centro-Nord, ma in compenso al Sud è più contenuta la distanza tra le condizioni del disagio proprie dei migranti e quelle, invece, dei nativi. Quanto alla disoccupazione, il rapporto sottolinea che mentre per gli italiani il fenomeno colpisce soprattutto i più giovani, tra gli stranieri la privazione del lavoro colpisce soprattutto il genitore o il capofamiglia. Emerge tuttavia una contraddizione: mentre la domanda di lavoro riservata agli stranieri si contrae, in ambiti come i servizi alla persona invece l’occupazione continua a crescere.

L’allarme sicurezza è stato ridimensionato. I detenuti non italiani sono 23 mila, in linea con il dato dell’anno scorso. A portare in carcere gli stranieri sono i reati sullo spaccio di droga (26,6 %), che prevalgono leggermente su quelli contro il patrimonio (25,1 %); a seguire, i reati contro la persona e quelli contro la pubblica amministrazione.

Per leggere il rapporto completo, visita la pagina dedicata.

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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