in

Imparare a sputare ci salverà dalla crisi: benvenuta vita in tempi di carestie

E poi blablabla e anche blablabla. Non c’è verso, le cose non cambiano, quantomeno non per ora; allora inizierei con il valutare un’ipotesi di assennato rilancio: la crisi mi impedisce di fare un mutuo? Va bene e io le sputo addosso. La crisi mi obbliga a ringraziare tutto il pantheon di dèi attualmente regolarmente in auge per aver rimediato un lavoretto di 3 mesi? Va bene, sai che faccio? Io le sputo sopra di nuovo… e dopo tutto il piangere che ho fatto o accetto di tramutarmi in una creatura semi mitologica che produce laghi salati oppure a sta crisi io sputo in faccia con un certo gusto e con reiterata ostinazione.

Di storie agghiaccianti che hanno come protagonisti giovani, adulti e anziani crivellati di colpi ce ne sono a bizzeffe, tutte vere, e, spesso, quasi per pudore, non si riesce neppure a raccontare fino in fondo quel dolore commisto a squallore involontario. Perché far piangere, in fondo, è più facile che far ridere o, almeno, sorridere. C’è una storia che mi piacerebbe leggere nei momenti, tanti, in cui mi chiedo dove diamine dobbiamo arrivare, ancora, prima di iniziare la risalita. Ed è una storia che ha senso di essere raccontata oggi. E’ la storia di una giovane coppia sposata che vive in affitto da 6 anni, nessuno dei due ha un lavoro a tempo indeterminato, o meglio, lui l’aveva ma l’ha perso poco prima di sposarsi. E, a malapena trentenne, ha detto a colei che sarebbe diventata la sua futura moglie “io quel giorno che abbiamo fissato sarò in Chiesa comunque e ti sposo” E lei, ovviamente, senza confondere la superficialità dall’essere lievi nello spirito, è andata ben felice all’altare. E ci hanno sputato sopra a questa crisi, nonostante i limiti oggettivi che certe mancanze di sicurezze economiche comportano.

Lavori saltuari, nessun contratto a tempo indeterminato, soldi che ogni mese si bruciano in un affitto che non ti lascia in mano nulla…eppure il bello di questa storia deve ancora venire: un figlio. Voluto. Altro schiaffo allo spettro della miseria e della carestia. Un figlio per non permettere alla crisi di entrare nel tuo nido e importi i tempi in cui puoi o non puoi permetterti un figlio. E ci vogliono davvero gli attributi per rilanciare così in alto. Quando penso a questa coppia mi figuro una sorta di mostro arrugginito e possente che, con i suoi piedi sgraziati, tenta di schiacciarli e mi pare di vederli che lo schivano ogni volta e non appena lui traballa un poco loro gli sputano addosso…ed è per questo che il bastardo, pian piano, arrugginisce.

Oggi il loro bambino è nato e sono certa che avrà un tetto, cibo, istruzione e tutto il necessario; ma credo che la cosa più importante che riceverà in dote sarà il coraggio e la positività, da non confondersi con superficialità, per schivare i moloch cannibali che gli faranno la posta sulla sua via. Vivere in Italia oggi è tragicomico, ma se prendi bene la mira e sputi verso il mostro è solo una questione di tempo: diverrà ferraglia. Non è ottimismo per questo governo che più paraculo di così non ce lo potevano architettare, non è speranza dettata da Papa Francesco e dalle sue grandissime capacità mediatiche, non è fatalismo e neppure voglia di giocare alla roulette russa sperando di schivare il proiettile…è soltanto un cauto monito che rivolgo in primis a me stessa: non smettere di sputare sui mostri, perché arriverà la vita e avrà gli occhi dei figli che avremo o non avremo il coraggio di permetterci.

Barcellona-Bayern Monaco in Diretta Tv su Canale 5, Mediaset Premium e Sky

Orecchiette con cime di rapa ricetta con foto