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“Impresa Impossibile”: il libro esordio di Corrado Formigli che racconta la buona imprenditoria italiana

Formigli ha esordito come giornalista televisivo nel ’94, lavorando per il programma “Tempo reale” in onda su Rai3 fino al ’96. Sotto la spinta di Michele Santoro che gli consiglia di non starsene fermo a Roma, ma di andare in giro a cercare le storie degli italiani che lavorano, Formigli noleggia una “Seat Marbella” e parte per un viaggio itinerante alla volta delle fabbriche in difficoltà e dei disagi degli operai che ci lavorano. A distanza di quasi vent’anni il suo primo libro si rivela un ritorno alle origini del suo lavoro; seppur con referenti completamente diversi questa volta, “Impresa impossibile” è il frutto di un amarcord letterario, è il diario di viaggio di un giornalista che ha preso la sua macchina per andare in cerca di 8 storie esemplari che mostrano l’Italia (troppo sconosciuta) che ce la vuole fare e ce la fa.formigli impresa impossibile

Un po’ come ha fatto il suo autore, il libro sta girando l’Italia per essere presentato; UrbanPost ha partecipato all’evento che si è tenuto alla libreria Feltrinelli di Milano dove hanno presenziato, oltre al giornalista, Flavio Briatore in veste di imprenditore che si è fatto dal nulla e Peter Gomez; l’idea che ci siamo fatti del libro è che nonostante i cardini su cui poggia la struttura del volume siano argomenti principalmente “economici”,ovvero il mondo dell’imprenditoria e come questo si rapporta alla crisi in tutte le sue sfaccettature, il motore immobile dell’intero racconto è di natura tutt’altro che asettica; davanti alle imprese che chiudono a ritmo esponenziale, di fronte alla disperazione degli industriali che troppo spesso ha come esito il suicidio, l’autore ha pensato alla sua famiglia, e si è chiesto “L’Italia è tutta qua? é questo un paese per le mie figlie?”. Ed è andato a cercare la risposta.

Tra le imprese in cui Formigli si è imbattuto vi possiamo citare la Alessi, il cui caso è ormai abbastanza noto, che invece di mandare i suoi operai in cassa integrazione li ha mandati a proprie spese a fare lavori socialmente utili come assistenza ai disabili, manutenzione delle scuole e pulizia delle strade della cittadina di Omegna (Novara) , spese che il Comune non poteva più sostenere. Queste otto storie esemplari, per costrasto, fanno venire fuori quelli che invece non hanno osato, quelli che sono stati avari o che si sono arresi troppo presto, quelli che non hanno capito che il successo di un’impresa si basa sulla sinergia tra imprenditore e operaio, e non sulla sottomissione dell’uno all’altro.

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