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Imprese, è fuga dall’Italia

Fare impresa in Italia è sempre più difficile. Oltre 27mila imprese negli ultimi 10 anni hanno delocalizzato, abbandonando il paese a causa dell’elevata pressione fiscale, della complicazione burocratica e del costo del lavoro. Tra il 2000 ed il 2011 l’incremento del numero delle aziende che  hanno deciso di abbandonare l’Italia è stato del 65%.

Lo studio è della Cgia di Mestre, che rileva come da 2008 in poi il trend degli abbandoni ha registrato un incremento annuale costante del 4,5%, più contenuto, ma comunque pesante.

Giuseppe Bortolussi

Oltre al danno la beffa. Si, perché oltre a portare via ricchezza dall’Italia, queste imprese ovviamente ne creano di nuova altrove: secondo i calcoli della Cgia alla fine del 2011 le aziende italiane che hanno delocalizzato avevano creato oltre 1,5 milioni di posti di lavoro nei nuovi paesi di destinazione.

“Premesso che in questi ultimi decenni la delocalizzazione produttiva ha interessato tutti i Paesi più industrializzati del mondo – ha sottolineato il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – fare impresa in Italia e’ molto più difficile che altrove. Le tasse, la burocrazia, il costo del lavoro, il deficit logistico-infrastrutturale, l’inefficienza della Pubblica amministrazione, la mancanza di credito e i costi dell’energia rappresentano degli ostacoli spesso insuperabili”.

Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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