in ,

“In compagnia del caffè nero”: Laura Rossiello alla ricerca dell’anima di Volterra

Laura Rossiello, copywriter, ghostwriter e giornalista livornese, una lunga esperienza soprattutto nel settore dei viaggi e del turismo (anche su UrbanPost) approda felicemente al romanzo e domani giovedì 21 aprile a Livorno, presso il caffè letterario “Le cicale operose” in Corso Amedeo 101, presenterà al pubblico la sua opera prima, “In compagnia del caffè nero”.

Il romanzo, ambientato a Volterra, narra le vicende di Bianca, una ghostwriter che viene inviata dal suo capo nella città del bucchero per curare la biografia di Guglielmina Bonomelli, una novantaduenne che ha qualche problema con i ricordi. La protagonista scoprirà passo dopo passo una storia anche dolorosa, legata all’ex ospedale psichiatrico San Girolamo, che le permetterà di scavare a fondo anche nei propri sentimenti.

Laura, “In compagnia del caffè nero” è un romanzo autobiografico?

“Si, in parte lo è. L’ambientazione non è stata scelta a caso: fin da bambina ho amato la città di Volterra, mi ha sempre affascinato ed è proprio per questo motivo che ho voluto ambientare il mio primo romanzo in questa splendida città. Poi la protagonista è una ghostwriter, mi somiglia molto insomma.”

Come sei approdata alla dimensione del romanzo, tu che sei una copywriter? E’ molto diverso come approccio alla scrittura?

“La scrittura su commissione per quanto ti possa appassionare può essere molto noiosa e pesante. E te lo dico io che ho sempre fatto finora la ghostwriter per lavoro e la scrittrice per passione. Non hai la libertà che vorresti, e alla fine anche il tuo stile ne risente perché devi rispettare le linee guida di chi ti ha commissionato il lavoro. Tutto questo quando scrivi per te stesso ed hai una storia in testa non c’è, sei molto più libero e sei molto più te stesso. Poi chiaramente, scrivere un’opera tua emotivamente è molto più pesante, perché devi essere disposto ad accettare le critiche, metterti in discussione, non puoi sperare di piacere a tutti.”

Alla fine però sei più libera?

“Si, questo è vero: arrivando dal giornalismo ti posso confermare che la dimensione del romanzo offre maggiore libertà: io sono come mi leggete su queste pagine, non ci sono linee guida da seguire. Se il pubblico comprerà il mio libro e lo amerà vorrà dire che amerà come sono io, il mio modo di esprimermi.”

Come nasce “In compagnia del caffè nero”?

“Il libro nasce in realtà da una passione estrema per la città di Volterra, una passione che ho avuto fin da piccola. Sono sempre stata affascinata da questa città che ha una forza emotiva notevole: i suoi palazzi, la sua storia… E quindi sette anni fa quando nacque l’idea di questo libro, anche se la storia oggi è diversa, mi venne naturale pensare di ambientarlo a Volterra. Mi sono documentata e ho scoperto alcune vicende della città che mi hanno affascinato, che ritroverete nel libro.”

Quanto c’è di autobiografico in quello che racconti oltre all’amore per la città di Volterra?

“Molte caratteristiche della protagonista, senza considerare il suo lavoro, rispecchiano il mio carattere: chi mi conosce sa quali sono. Penso sia molto importante mettere un po’ di noi stessi nei personaggi di cui parliamo, perché altrimenti saremmo troppo distaccati dalla realtà.”

Dicevi che il libro è nato circa sei anni fa, spiegaci come sei arrivata alla versione pubblicata oggi.

“Sei anni fa c’era Volterra, c’erano alcuni dei personaggi di cui leggerete anche oggi ma la storia ha preso forma definitivamente solo nell’ultimo anno, prima della pubblicazione. E poi c’era questa idea di voler parlare del manicomio in modo però non negativo come si fa sempre: nel libro la storia della protagonista, che s’intreccia con quella del manicomio, avrà infatti uno sviluppo positivo. Mi piace immaginare una prospettiva di speranza, di riscatto. Alla fine la protagonista di “In compagnia del caffè nero” vivrà una storia forte, anche dolorosa, ma una storia che le permetterà di scoprire un percorso inaspettato della propria vita.”

Laura Rossiello, “In compagnia del caffè nero”, ed. La Gru, pp. 146.

Presentazione giovedì 21 aprile 2016 a “Le cicale operose”, Corso Amedeo 101 Livorno, con letture di Sandra Mazzinghi.

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

essere vegani dieta vegana

Diventare vegani e dirlo alla nonna: 10 scene semiserie

daniela santanchè alla prima della scala

Daniela Santanché e il principe Dimitri d’Asburgo Lorena: scatti rubati