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In Italia i ponti a rischio sono 1.918, ma i controlli non vengono effettuati

Una frana ha fatto crollare un viadotto sull’autostrada A6 Torino-Savona, il maltempo ha aperto voragine sulla Torino-Piacenza: la condizione dei ponti e delle strade italiane è tragica; dal 2013, sono dodici i ponti caduti. Di chi è la colpa? Chi si dovrebbe occupare di garantire la sicurezza dei viaggiatori? Quali sono i ponti a rischio in Italia?

ponti a rischio in Italia

I ponti a rischio in Italia

Le zone che destano più preoccupazione agli esperti sono il Piemonte, la Lombardia e la Liguria. Nelle prime due regioni, sono quasi 700 i ponti che necessiterebbero di interventi. L’ultimo dossier dell’Unione province italiane elenca 1.918 strutture a rischio in Italia (tra ponti e viadotti) che necessitano di provvedimenti anche urgenti per garantire conservazione e staticità. E’ servita una tragedia come quella del Ponte Morandi dello scorso 14 agosto per far ripartire e aumentare i controlli. I documenti raccolti dalla Spea( Società Progettazioni Edili Autostradali), però, contengono riscontri che solamente ispezioni nei cassoni, il cunicolo sottostante il manto possono garantire. E queste non possono avvenire, poiché dal 2013 quel tipo di indagine non viene più svolta per le nuove normative in tema di sicurezza del lavoro. Nonostante questo, le spunte sono sempre state inserite come se tali controlli fossero stati effettuati. Il fatto è che la maggior parte dei ponti e dei viadotti, costruiti tra il 1955 e il 1980, ha già superato il periodo di vita per la quale sono stati progettati: il rapporto dell’istituto di tecnologia delle costruzioni del Cnr, che risale a giugno 2018, sottolineava come il sistema di infrastrutture statali non reggesse più. Incrociando età anagrafica, interventi straordinari e allarmi raccolti dai gestori, il Cnr identifica venti ponti o viadotti che “destano preoccupazione”. Nello specifico, si tratta di quelli sulla superstrada Milano-Meda in Brianza, del viadotto Manna in Campania e di quelli abruzzesi sulla A24/25 danneggiati dal terremoto del 2009. In Sicilia invece il timore lo procura un ponte realizzato da Riccardo Morandi, tra Agrigento e Villaseta, chiuso dal 2017 e con costi di riparazione di almeno trenta milioni di euro.

ponti a rischio in Italia

Chi è il responsabile dei ponti a rischio in Italia?

In totale, sono 11mila i ponti e i viadotti in Italia (circa 30mila km) nella rete stradale gestita da Anas, l’ente nazionale per le strade; di questi, quattromila sono i ponti lunghi oltre 100 metri. La responsabilità di operare i controlli di tutti i ponti, i viadotti e i tunnel che rientrano nelle concessioni dei 19 gestori autostradali monitorati dall’Anas era nelle mani della Direzione generale per la vigilanza sui concessionari, un organo pubblico che però ha sempre avuto le mani legate per mancanza di risorse e potere. Il suo successore doveva essere l’Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali. Questa però è tuttora in attesa del parere del Consiglio di Stato su un regolamento attuativo scritto nel luglio 2019. Per la sua strutturazione dovevano essere assunti almeno 500 impiegati tra ispettori e dirigenti, ma al momento le cifre sono ancora a zero, nonostante un organigramma con vertici già nominati.

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