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In piazza contro la camorra c’è anche il figlio di un boss: «Voi camorristi ci fate schifo»

Alla manifestazione Disarmiamo Napoli ha partecipato anche Antonio Piccirillo, il figlio del boss di camorra Rosario Piccirillo. La manifestazione è stata promossa dalla rete Un popolo in cammino in piazza Nazionale a Napoli per esprimere solidarietà alla piccola Noemi, ferita in seguito ad una sparatoria tra malavitosi. Antonio Piccirillo scende in campo contro gli abusi della Camorra: non solo partecipa al corteo, ma prende in mano il megafono e racconta la sua storia.

antonio piccirillo

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«La camorra è ignobile»

A differenza della maggior parte dei partecipanti, ad Antonio Piccirillo la camorra non ha strappato una parte della famiglia, per lui la camorra è una parte della famiglia. La più stretta: il padre. Le parole di Antonio sono forti e sincere, il suo schierarsi contro suo padre non è per mancanza di amore, ma di stima. «Io sono Antonio Piccirillo, figlio di Rosario Piccirillo, che ha fatto scelte sbagliate nella vita. È un camorrista. E io voglio lanciare un messaggio ai figli di queste persone: amate sempre i vostri padri ma dissociatevi dal loro stile di vita. Perché la camorra è ignobile, ha sempre fatto schifo e non ha mai ripagato».

Antonio si è dissociato pubblicamente dalle scelte di vita del padre. Rosario Piccirillo è considerato un elemento di spicco del clan malavitoso e il gesto del figlio dimostra grandissimo coraggio. A seguito del suo gesto è stato intervistato da diversi quotidiani dove ha spiegato il perché «Non voglio che altri facciano questa fine, non voglio più che altri si rovinino come tanti ragazzi».

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Le parole che non ha mai detto al padre

Nel suo discorso Antonio sprona i ragazzi come lui a non seguire le orme del padre, a fare delle scelte di vita migliore. Racconta cosa significa vivere essendo considerato solo “il figlio di”. «Io mio padre l’ho visto da tempo con gli occhi spenti, con la morte dentro. Non mi ha lasciato neanche i soldi per andarlo a trovare. Si chiamano tutti boss, ma alcuni si arricchiscono e comunque fanno una vita di merda, mentre altri i soldi li bruciano per avvocati, latitanze e casini vari».

Antonio conclude con la speranza che il padre ascolti il suo discorso o che legga le varie interviste rilasciate. «Certo non gli ho mai detto che un giorno avrei parlato come sto parlando adesso, e sicuramente lui non se lo sarebbe aspettato. Ma è giusto che lo sappia, e che si renda conto di come è stata la sua vita e di come è stata la mia».

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