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Inchiesta Mose Venezia: Giancarlo Galan accusa la segretaria

La sua segretaria avrebbe svolto operazioni delle quali lui non sapeva nulla e delle quali lo teneva estraneo. E’ così che si difende Giancarlo Galan, deputato di Forza Italia, in carcere a Milano Opera per l’inchiesta Mose di Venezia. La sua ex segretaria si chiama Claudia Minutillo ed è al centro del memoriale depositato da Galan. Con lei anche l’ex presidente del consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati, e l’imprenditore Piergiorgio Baita.

mose venezia

Secondo l’accusa, Giancarlo Galan avrebbe ricevuto tangenti: una sorta di stipendio a un milione l’anno per oliare gli ingranaggi degli appalti del Mose. I soldi sarebbero arrivati da Mazzacurati, che avrebbe garantito anche diversi favori del deputato. Tra i quali il restauro della villa sui colli Euganei, anch’essa al centro dell’indagine.

Galan, nelle 35 pagine del memoriale difensivo, respinge tutte le accuse che lo vogliono come corrotto. La sua tesi è, anche, quella che né Mazzacurati, né Baita hanno mai messo a verbale di aver consegnato a lui denaro. Inoltre, sempre secondo Giancarlo Galan, la Guardia di Finanza avrebbe sbagliato a fare i conti sulle sue entrate. Insomma, le transazioni bancarie che si vedono dai conti correnti sequestrati proverrebbero da altri proventi e non da mazzette.

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