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Incidente Rally Legend: salvate il soldato Bonaso

Incidente al Rally Legend di San Marino: durante una prova cronometrata in un centro abitato, la Renault Clio del 1992 di Enrico Bonaso va fuori strada in una curva, e finisce per travolgere un gruppo di spettatori. Qui sotto c’è il video più chiaro dell’accaduto. La peggior sorte tocca ad un ufficiale di gara di Asti, Enrico Anselmino, che si trovava sulla “via di fuga” insieme alla moglie ed alla figlia disabile, entrambe ferite nell’impatto. Enrico Bonaso è indagato dalla magistratura di San Marino per omicidio colposo, e soprattutto è stato subito “colpevolizzato” dagli organizzatori del Rally, e da parte della stampa, per aver “sbagliato a fare la curva”, finendo dritto fuori strada. Non è un periodo particolarmente fortunato nelle gare motoristiche, solo il 2 ottobre, un pilota di motonautica, Massimo Rossi, è deceduto in gara in Germania, a Traben-Trarbach, sul fiume Mosella. In quel caso, il Presidente della Federazione Italiana Motonautica ha ritenuto di accusare pesantemente le federazioni straniere, per la scelta di circuiti troppo pericolosi.

https://www.youtube.com/watch?v=L3KB0C5zBN0

Incidente Rally Legend e Incidente di Massimo Rossi, cos’hanno in comune?

I due eventi non hanno apparentemente nulla in comune, a parte il pedaggio in vite umane che hanno richiesto. In realtà esiste una cosa in comune, e riguarda sempre l’aspetto della Responsabilità Individuale, di cui abbiamo parlato solo pochi giorni fa, a proposito del giocatore seriale rimborsato per aver perso 255 volte al Gratta e Vinci. Per farla breve: nel momento in cui vado ad assistere ad una gara motoristica, devo essere consapevole che mi sto esponendo a dei rischi. Se mi trovo all’esterno di una curva, dove quindi “matematicamente” almeno una vettura andrà fuori strada, sto comprando un bel biglietto della lotteria per l’ospedale, se va bene. Allo stesso modo, e mi riferisco all’incidente in motonautica, nel momento in cui prendo parte ad una gara, mi assumo il rischio connesso alla pista/strada/fiume in cui si corre. Se ritengo che il rischio sia eccessivo, sta a me rifiutarmi di prendere il via, o cambiare del tutto sport.

La colpevolizzazione che sta subendo Enrico Bonaso, anche da parte di giornalisti da decenni nell’automobilismo, quindi teoricamente esperti, sta assumendo contorni paradossali. Nel Regno Unito, se compro un biglietto per assistere ad una gara automobilistica, ci trovo scritto “Motorsport is dangerous”: lo spettatore deve essere SEMPRE cosciente che anche solo assistere ad una gara comporta dei rischi. Nelle gare su strada, il rischio per lo spettatore aumenta esponenzialmente, non essendoci “reti” ad impedire che lo spettatore si avvicini troppo alla sede di gara. Ci sono peraltro gli ufficiali di gara che allontanano gli spettatori dai punti più pericolosi: personalmente devo la vita, o per lo meno l’integrità fisica, agli ufficiali di gara che hanno avvertito me ed altri spettatori, ad una “Malegno-Borno” di vari anni fa, di non stare appesi ad un guardrail a bordo strada… una Honda Civic ha strisciato il guard rail proprio nel punto in cui ero aggrappato io prima che i commissari di gara mi allontanassero. Non sempre gli spettatori rispettano le indicazioni degli ufficiali di gara, alle volte anzi rispondono in modo violento e volgare. Nel caso specifico era un ufficiale di gara addirittura il povero signore che ha avuto la peggio, evidentemente reputava di essere abbastanza lontano dalla curva “incriminata”. Questo per dire che non dobbiamo mai dimenticare che ci stiamo esponendo ad un rischio, e non siamo mai abbastanza prudenti nel valutare i possibili rischi.

Voler trovare un colpevole a tutti i costi, nell’illusione di azzerare gli incidenti, significa rinunciare alla cultura della responsabilità personale. Devo essere consapevole dei rischi, compreso il sommo rischio di perdere la vita, se partecipo ad una gara; devo essere consapevole del rischio di farmi molto male, se sono spettatore, e devo avere di conseguenza la massima prudenza nello scegliere il luogo in cui appostarmi per seguirla. Il cittadino, come abbiamo detto nell’articolo sui “Gratta e Vinci”, deve essere trattato da adulto responsabile. Se lo tratto da bambino di 2 anni che deve essere protetto da se stesso, si comporterà da bambino di 2 anni che deve essere protetto da se stesso. E le conseguenze possono essere spiacevoli per ciascuno di noi.

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