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Incidenti metro Milano, parla un macchinista: evitate decine di frenate brusche

I recenti avvenimenti di cronaca riportano una casistica sempre crescente degli incidenti in metro a Milano. Alla luce dei fatti, risulta che le cause di questi sinistri siano in misura sempre maggiore le brusche frenate innescate dal sistema di sicurezza della rete metropolitana che, nei casi peggiori, determinano il ferimento delle persone a bordo. Per cercare di capire le ragioni che si celano dietro un meccanismo, senza dubbio, complesso, l’intervista di un macchinista di decennale esperienza può venire in soccorso. Alfonso, nome di fantasia del ‘tecnico’, raggiunto da Metro, tenta di far chiarezza sulle cause di queste brusche frenate.

Metro Milano incidenti, parla il macchinista

“Noi macchinisti – afferma Alfonso – il ‘pulsante dei miracoli’ lo attiviamo ogni volta che viene segnalata la minima anomalia, così evitiamo le frenate più brusche che causano i feriti”. Il pulsante dei miracoli in questione è il comando ‘W67’, che solleva i pattini del treno azionati ogni qual volta il sistema di massima frenatura dei convogli scatta automaticamente, provocando le ripetute “inchiodate” delle ultime settimane su M1 e M2. Il sistema di sicurezza si aziona autonomamente quando percepisce un pericolo immediato, bloccando i convogli. Il problema è che, spesso, tale pericolo non esiste. Nello spiegare quest’incremento considerevole di incidenti, Alfonso tende a fare una differenziazione tra le diverse linee della metro: “Bisogna distinguere: sulla Rossa c’è un problema di software in generale, i cosiddetti ‘treni fantasma’, quelli che il sistema si perde… E quando il sistema centrale non vede più un convoglio, lo blocca, giustamente. Sulla Verde, invece, il problema sono i nuovi treni Leonardo: da quando sono in esercizio hanno causato sempre problemi”.

L’esperienza di Alfonso ci aiuta, poi, a comprendere meglio il funzionamento dei pattini: “Noi macchinisti – afferma – sappiamo cosa succede quando entrano in azione, quanto è brusca la frenata, quindi regolarmente, quando c’è un allarme, la prima cosa che facciamo è frenare e intanto schiacciamo il comando ‘W67’, escludendo la frenatura forzata. Blocchiamo il treno normalmente, insomma. A volte, però, quando il convoglio va a bassa velocità, non facciamo in tempo a escludere i pattini e il convoglio si blocca. Ci prendiamo una responsabilità, perché da regolamento non potremmo eliminare un presidio di sicurezza. Da sempre facciamo così e l’azienda lo sa e infatti non ha mai sanzionato”. Dunque, la presenza dei pattini si rivela salva vita solo nelle situazioni estreme in quanto, come riporta il macchinista “la loro frenata è immediata”.

Metro Milano, brusche frenate: Atm al lavoro per risolvere il problema

La direzione in cui si sta muovendo Atm per evitare questi incidenti in metro segue proprio queste due strade: limitare l’intervento dei pattini e azzerare i “falsi allarmi”. Entrambi gli interventi, però, richiedono tempo e la stessa azienda, in seguito ai recenti episodi, ha sottolineato come per ridurre al minimo l’utilizzo dei pattini frenanti, si dovrà attendere l’ok dell’Ustif, l’Ufficio titolare delle omologazioni degli impianti di sicurezza. Per quanto riguarda il software, invece, Atm ha espresso l’intenzione di aumentare le eventuali risposte che il sistema deve dare nelle varie situazioni oggi riconosciute come pericolose. In uno degli ultimi casi a Cadorna, per esempio, la frenata d’emergenza è intervenuta perché il treno aveva ridotto la velocità a 32 km/h anziché a 30. Con una tolleranza maggiore, il convoglio non avrebbe inchiodato e non ci sarebbero stati contusi.

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