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India: trovati sepolti 14 bambini avvolti in sacchetti di plastica

Ogni volta che un bambino muore, l’umanità resta senza speranza, ma non prova abbastanza vergogna di se stessa. Ogni volta che un bambino muore, il mondo dovrebbe fermarsi, anche solo un istante, ma purtroppo non succede. Ogni volta che un bambino muore, Cristo risale sulla croce e resta inchiodato, ma neppure le lacrime di una madre distesa sotto i piedi di questi muovono a pietà i suoi assassini. Ora immaginate non una croce sola, ma tante. Non un Cristo, ma quattordici. Anzi, nessuna croce, ma solo terra e fango, un sacchetto di plastica e quattordici neonati sepolti. Un Olocausto senza fine.

La terribile storia, che sto per raccontare, arriva da Haridevpur, nel sud di Kolkata, in India. In un lotto di terra vuoto, una terra dimenticata da tutti, sono stati trovati sepolti i cadaveri di 14 neonati avvolti in sacchetti di plastica. Nella terra erbosa di Raja Rammohan un gruppo di operai di una ditta in costruzione ha rinvenuto 14 corpi senza vita. Alcuni già in decomposizione, qualcun altro semi-decomposto. Si trattava di un controllo qualsiasi, volto a ripulire un terreno per cui era stata prevista la vendita. Recentemente, infatti, un’impresa edile aveva acquistato il lotto per costruirvi un condominio. Nessuno avrebbe mai pensato di ritrovarsi dinnanzi uno scenario simile: quella terra molle era la tomba di 14 neonati. Secondo quanto riferito dalla polizia indiana chi ha agito sapeva perfettamente ciò che faceva: gli scheletri dei bambini erano ricoperti di una sostanza chimica, la quale aveva la funzione di impedire che l’odore dei cadaveri si diffondesse verso l’esterno. Gli abitanti della zona, infatti, non si sono accorti mai di nulla. La notizia si è diffusa soltanto qualche ora fa. Sovan Chatterjee, il sindaco della città di Rajeev Kumar, e il commissario di polizia si sono recati sul posto per ottenere maggiori informazioni a riguardo.

Da dove provengono questi bambini? Chi li ha sepolti in quel terreno abbandonato? Perché una crudeltà simile? Le indagini proseguiranno nei prossimi giorni, intanto le forze dell’ordine locali hanno riferito che in quella zona esiste un racket di aborti clandestini. Che siano legati al ritrovamento? Tutto il quartiere verrà accuratamente setacciato, ma purtroppo non sarà facile risalire alla verità. Nè sarà facile dare un’identità a questi bambini senza nome. Soltanto un anno fa, tra marzo e maggio 2017, erano state trovate altre neonate (in quel caso tutte femmine) sepolte nei dintorni del villaggio di Shyamsundarpur  – nella città indiana di Jaipur, nello stato del Rajasthan – con ancora il cordone ombelicale addosso. Una respirava ancora. L’incubo degli aborti clandestini è il vero cancro dell’India, una terribile realtà di cui non si parla abbastanza.

Scrive il favolista Andersen in una delle sue fiabe più celebri: «Ogni volta che un bambino muore, scende sulla terra un angelo, prende in braccio il bimbo morto, allarga le grandi ali bianche e vola in tutti i posti che il bambino ha amato». Chissà dove sono volati questi 14 bambini che non hanno avuto nemmeno il tempo per amare questo o quel luogo, bambini ai quali è stata strappata con la forza la libertà, bambini ai quali è stata negata la vita.

 

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