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Indro Montanelli: il 22 luglio 2001 moriva uno dei più celebri giornalisti italiani

Indro Montanelli nacque a Fucecchio il 22 aprile del 1909 nel palazzo di proprietà della madre. A questo proposito sono nate diverse leggende, una delle quali legata al suo nome, scelto dal padre. Indro, infatti, sarebbe la versione maschile del nome Indra, una divinità induista. Fin dalla tenerà età, Indro Montanelli soffrì di depressione e sono in molti a sostenere che in realtà soffrisse di un vero e proprio disturbo bipolare.

Indro Montanelli si diplomò al liceo ginnasio statale Giorgio Asproni nel 1925 e in seguito ottenne la laurea in Giurisprudenza nel 1930 a Firenze, in anticipo di un anno rispetto alla durata dei corsi e discutendo una tesi sulla Legge Acerbo e ricevendo il massimo dei voti. In seguito frequentò corsi alla Sorbona, a Cambridge e a Grenoble. Nel 1932 ottenne la seconda laurea in Scienze Politiche. Cominciò la sua carriera di giornalista scrivendo alcuni articoli per La Frusta, di Rieti, poi sulla rivista Frontespizio e L’Universale. In quel periodo venne ricevuto da Benito Mussolini che volle complimentarsi con lui per un suo articolo contro il razzismo che cominciava a farsi largo in Germania.

Durante l’invasione dell’Etiopa nel 1935, Montanelli tentò di proporsi come corrispondente di guerra, ma non gli venne permesso. In seguito partecipò ai combattimenti arruolandosi come sottotenente, ma nel dicembre dello stesso anno venne ferito e dovette rinunciare. Nel 1938 entrò nel Corriere della Sera scrivendo articoli di viaggi e letteratura e, successivamente, come inviato di guerra in Europa. Nel 1943 venne imprigionato assieme alla moglie poiché accusato di aver scritto articoli sul Tempo, di Roma contro il regime fascista. Durante la sua carriera giornalistica, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, scrisse per La Stampa, La Domenica del Corriere e Oggi.

Nel 1974 fondò il quotidiano Il Giornale e ne divenne direttore. Il 2 giugno del 1977, nel pieno del periodo degli anni di piombo, subì un attentato da parte delle Brigate Rosse – nello specifico da Calogero Diana – in Via Manin mentre si recava in redazione. Tra il 1994 e il 1995 rifiutò la direzione del Corriere della Sera e fondò una nuova rivista pensata per lettori di destra liberale intitolata La Voce, ma non ottenne grande successo e venne cancellata a partire dal 12 aprile 1995. Poco dopo Montanelli tornò al Corriere della Sera. Morì a Milano alla clinica La Madonnina il 22 luglio del 2001. Montanelli ricevette molte onorificenze, tra le quali spicca la nomina di senatore a vita che però rifiutò.

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