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Infernet film 2016, Giuseppe Ferlito: “Così racconto i drammi di Internet, che rabbia la censura” [INTERVISTA]

Giuseppe Ferlito, regista siciliano ma trapiantato a Firenze per motivi di lavoro, sarà da giovedì 28 aprile 2016 nelle sale cinematografiche con Infernet, produzione realizzata nel 2015 e già presentata, fuori concorso, in occasione della 72^ mostra del cinema di Venezia. Ai microfoni di UrbaPost, Ferlito ha voluto spiegare un po’ i nodi di questa “rete” descritta minuziosamente con spaccati di vita quotidiani usufruendo di giovani ragazzi e di un cast con nomi altisonanti come, ad esempio, Ricky Tognazzi, Remo Girone, Daniela Poggi e tanti, tanti altri. Tra questi anche Roberto Farnesi: l’attore italiano, presente in Infernet, non è stato solo partecipe ma anche ideatore del soggetto che ha dato vita a questa pellicola.

Caro Ferlito, iniziamo dal nome della pellicola: “Infernet”, un mix tra inferno e internet, ci spiega un po’ questo termine da lei coniato?
“Inferno e Internet, una crasi in cui emerge l’implicazione drammatica, fa comprendere subito che tipo di film lo spettatore deve attendersi e quale sia la chiave di lettura. Devo dire che l’idea madre, il soggetto, appartiene a Roberto Farnesi che ha elaborato tutto quanto e mi ha affidato il compito di costruire una sceneggiatura e una regia: un film a cui ho lavorato per molto tempo e che ho riscritto più di sette volte ma sono molto soddisfatto di quello che è venuto fuori.”

Ci racconta un po’ i tratti caratteristici dei personaggi principali? Il cast presenta nomi di spicco ma non solo…
“L’ossatura, lo scheletro della pellicola, è dato da giovani ragazzi liceali che sono dei bulli capaci di prendere di mira il loro insegnante, Don Luciano, interpretato dall’ottimo Remo Girone. È lui il protagonista che costruisce un personaggio originale e intenso, un prete legato al sociale che non presenta i soliti stereotipi, non è un prete buonista che cita la Bibbia ma, piuttosto, è molto colto con scrittori e filosofi importanti. Emerge, in questa pellicola, una fortissima rivalità tra i ragazzi e l’insegnante con i ‘bulli’ che lo attaccano a livello mediatico: come? Usufruendo della rete, impossessandosi del suo sito e costruendo un personaggio distorto rispetto a quello reale. Così, la loro azione, metteranno il prete alla gogna e, quando starà realizzando degli spot pubblicitari a favore dell’immigrazione – dunque c’è anche un tocco di attualità politica – vedrà il suo ‘partner’, interpretato da Roberto Farnesi, divincolarsi. Girone, infatti, in questa pellicola viene accusato di pedofilia nonostante lui sia una persona completamente diversa nella realtà ma, il personaggio costruito dai ragazzi bulli, lo metteranno alla gogna.”

“IO ANTI-TECNOLOGICO RACCONTO IL MONDO DI INTERNET” INTERVISTA A ROBERTO FARNESI

Quindi internet è un aspetto negativo della nostra quotidianità?
“No, voglio precisare come l’uomo non abbia atteso internet per essere cattivo perché lo è da sempre e per natura ma questo è un mezzo che consente di amplificare la cattiveria: c’è l’assoluto anonimato grazie a cui le persone deboli sono a forte rischio, la gente pensa di trovare la felicità ma non sa mai chi c’è dall’altra parte dello schermo. Il messaggio finale che cerchiamo di mandare con questo film è che, comunque, ci deve essere ottimismo verso questo mezzo sebbene io abbia una chiave pessimistica e la metto in risalto con argomenti duri e violenti che emergono in questa pellicola.”

Non è il primo lavoro che realizza in collaborazione con Roberto Farnesi, da dove nasce la vostra intesa lavorativa?
“Ci siamo conosciuti nel 1998 quando, grazie a Leonardo Pieraccioni, siamo entrati in contatto con la casa di produzione “Cecchi Gori”: abbiamo lavorato insieme alla pellicola “Femmina”, con Monica Guerritore, e da lì abbiamo proseguito un percorso di crescita comune. Lui era un ragazzo in erba e si è affermato con una grandissima figura del nostro cinema come la Guerritore, poi Farnesi ha continuato a fare scuola di cinema presso il mio istituto a Firenze ed ora c’è questa grande occasione con un film molto solido.”

IL PRODUTTORE MICHELE CALI’ RACCONTA INFERNET!

Film indipendente ma che mostra ottimi spunti, ce li racconta?
“Diciamo che è un film indipendente ma con un produttore dietro che ha creduto molto a questo progetto ed è uscito un film molto bello e ricco di ottimi attori, un cast di assoluto livello. Per quanto riguarda le altre presenze non posso non citare i miei ragazzi, i miei allievi della scuola di cinema, con cui mi sono divertito molto a girare queste scene. Sono loro la vera ossatura del film.”

Qual è l’obiettivo di Infernet?
“Analizzare le zone d’ombra di Internet ed evidenziare come ormai sia molto sottile, a tratti impercettibile, il confine tra reale e virtuale e c’è una percezione molto debole di questa linea che non ci fa comprendere come la sofferenza non sia qualcosa di irreale ma sia molto pericolosa per la nostra quotidianità.”

Ci descriva, con tre aggettivi, questo suo film e ci spieghi, caro Ferlito, perché lo spettatore dovrebbe andare in sala a vedere “Infernet”.
“Direi che lo spettatore dovrebbe recarsi in sala per non vedere la solita commedia ma per provare a capire lo specchio della realtà che, sia chiaro, non è squallida ma molto dura. Tratto un tema molto duro e violento e devo dire che nella stesura di questa sceneggiatura sono stato molto equilibrista, ho provato ad allargare i personaggi, a rendere il film molto stimolante anche dal punto di vista del montaggio usufruendo di una bella commistione: ho utilizzato macchine professionali e anche semplici smartphone perché, quando avevo un’idea, uscivo con i ragazzi e iniziavo a girare. Questa forza espressiva è davvero incredibile e credo, molto sinceramente, sia anche più forte della tecnologia professionale. E poi c’è una cosa molto particolare che mi ha colpito…”

Prego.
“Quando abbiamo presentato la pellicola a Verona il 14 ottobre 2015 sono stato contattato, successivamente, dal Vescovo della città scaligera che mi ha fatto i complimenti. Mi ha mandato una lettera bellissima in cui sottolineava come ci fosse una realtà perfetta e immortalata per come le cose accadono nella vita e di non tagliare nulla. Peccato, però, che la società laica abbia deciso diversamente: quando è stato sottoposto a controllo, infatti, Infernet ha avuto qualche modifica per qualche scena che non andava bene. Questo mi ha dato parecchio noia, non lo nego.”

Prima di salutarci, ci racconta un po’ come sono nate le musiche di Umberto Smaila?
“È una delle cose che preferisco del film e devo dire, in tutta onestà, di essere rimasto sorpreso perché solitamente il regista non è sempre contento delle musiche scelte. Invece, grazie a Smaila, che ritengo un musicista favoloso, il montaggio è stato ancora migliore e lui ha capito l’anima di questa realizzazione dando ancora più ritmo a determinati ciak.”

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