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Influenza dicembre gennaio 2016 e meningite: sintomi, quando ci si deve preoccupare

Influenza dicembre gennaio 2016: sintomi e picco

Sono ormai mezzo milione le persone contagiate e gli esperti sostengono che il dato sarà destinato a salire entro Natale, con un picco che potrebbe raggiungere quota 6 milioni di persone. Quest’anno, infatti, sarà più aggressiva, ma vi sono dei campanelli d’allarme ai quali fare attenzione. Le categorie a rischio sono i bambini sotto i 6 anni, gli anziani sopra i 65 anni, le donne dal terzo mese di gravidanza e i pazienti con patologie conclamate come tumori, problemi cardiaci e renali. I sintomi da tenere sotto controllo sono mal di gola, mal di testa, dolori muscolari e articolari, febbre oltre i 38°, nausea, diarrea, vomito. L’influenza, generalmente, ha un’insorgenza improvvisa, con eccessiva sudorazione, febbre alta e congestione nasale. Nei bambini è più rapida rispetto agli adulti, infatti, se presentano dolori muscolari, inappetenza, febbre e spossatezza, bisogna subito consultare il medico. I vaccini sono disponibili in tre varianti e vengono suddivisi in base alla fascia d’età. Inoltre, è importante sapere che per le categorie a rischio saranno gratuiti fino al 31 dicembre 2016.

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Meningite: sintomi, cause e quando preoccuparsi

Per meningite si intende un’infiammazione grave delle membrane che rivestono il cervello, ovvero le meningi, e del midollo spinale. Solitamente causata da batteri o virus, potrebbe anche avere un’insorgenza dovuta a particolari farmaci o malattie. La meningite batterica è considerata molto grave poiché potrebbe mettere in pericolo la vita del paziente, mentre la meningite virale, spesso, non viene nemmeno riconosciuta tale ed è molto comune. I suoi sintomi possono essere del tutto simili a una normale influenza. In alcuni casi a causare l’infezione di tipo batterico può essere un grave trauma cranico o un’infezione locale come l’otite o la sinusite. Nei neonati, i batteri responsabili della meningite, di norma, sono Listeria monocytogenes e Escherichia coli, ovvero streptococchi di tipo B. Negli adulti, invece, lo Pneumococco e il Meningococco. Allo stesso modo, sono molti i virus capaci di provare l’infezione: gli Enterovirus, l’Herpesvirus e l’Haemophilus influenza di tipo B.

Meningite: sintomi, cause e quando preoccuparsi

Il periodo di incubazione della malattia varia in base all’infezione. Generalmente nei casi di tipo virale varia da un periodo di tre a un massimo di sei giorni, mentre per i casi di tipo batterico da tre ai dieci giorni. I sintomi tipici della meningite sono facilmente riconoscibili, anche se in alcuni casi possono confondersi con la normale influenza. Tra questi, i più comuni e distinguibili sono: rigidità muscolare del collo, ovvero incapacità di flettere in avanti la testa, alterazione dello stato mentale e mal di testa che è un sintomo d’esordio molto comune, con un’incidenza del 90 per cento negli adulti. Vi sono poi dei sintomi precoci in grado di farci capire fin da subito di essere affetti da meningite: colorito della pelle anormale, dolori alle gambe e zone periferiche del corpo, come mani e piedi, fredde. Dopo l’esordio, invece, possono svilupparsi i seguenti sintomi: eruzioni cutanee, convulsioni, torcicollo, fotofobia, irritabilità, mal di testa, febbre, letargia. Nei neonati, invece, possono essere molto diversi: pianto dai toni molto acuti, poppate più deboli, inappetenza, colorito della pelle giallastro (itterizia), torcicollo e rigidità del corpo, febbre o al contrario temperatura minore rispetto al normale, sporgenza della fontanella.

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