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Influenza dicembre gennaio 2016/2017: sintomi, picco, vaccini e rimedi

Influenza dicembre gennaio 2016/2017: sintomi e picco

Secondo gli ultimi aggiornamenti degli esperti, l’influenza 2016/2017 potrebbe entrare nel suo picco massimo anche prima di metà gennaio. I medici avevano stimato per Natale e Capodanno il numero massimo di contagi, poi spostato a fine gennaio, ma le persone a letto sono già oltre mezzo milione e potrebbero persino raggiungere, quest’anno, quota sei milioni di contagiati. I sintomi tipici dell’influenza 2016/2017 sono i seguenti: mal di testa, febbre oltre i 38 gradi, dolori muscolari e articolari, malessere generale, inappetenza, nausea, diarrea e vomito. A questi fa seguito la sintomatologia respiratoria tipica del raffreddamento: tosse, mal di gola, cefalea e congestione nasale.

->INFLUENZA 2016/2017: GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI E LE INFORMAZIONI UTILI PER PREVENIRLA

Influenza dicembre gennaio 2016/2017: categorie a rischio e vaccini

Le persone che rientrano nelle categorie a rischio sono i bambini sotto i sei anni, gli anziani sopra i 65 anni, le donne dal terzo mese di gravidanza in poi e i soggetti che soffrono già di altre patologie come tumori, infiammazioni, insufficienza renale e patologie cardiache. I vaccini sono stati resi disponibili fin dal mese di ottobre e per le persone considerate categoria a rischio l’acquisto è totalmente gratuito. La scelta del vaccino non dipende esclusivamente dal tipo di ceppo virale, ma anche dalla fascia d’età dell’ammalato. Ne esistono in commercio tre tipi; il vaccino adiuvato, che ha lo scopo di potenziare il sistema immunitario ed è somministrato agli anziani sopra i 65 anni e ai pazienti che non rispondono bene alle altre cure. Il vaccino Split: viene somministrato alle persone adulte e ai bambini fino ai 3 anni di età. Vaccino intradermico: indicato per adulti e bambini sopra i 9 anni di età.

Influenza dicembre gennaio 2016/2017: picco anticipato e rimedi naturali efficaci per prevenirla

Secondo gli esperti, oltre ai ceppi virali di stagione, la popolazione sta facendo i conti anche con altre patologie affini, causate da virus correlati. Giancarlo Icardi, Direttore del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Genova ha spiegato: “A favorirli sono stati il pranzo di Natale e le cene di famiglia che aiutano la trasmissione dei virus. Rispetto al 2015 siamo di tre settimane in anticipo, l’anno scorso il virus venne isolato a fine dicembre, quest’anno all’inizio del mese. Quelle di questi giorni, sono patologie provocate dalla combinazione fra il vero virus dell’influenza e i parainfluenzali“. Si tratta, spiega l’esperto di epidemia influenzale, di virus intestinali che possono provare sintomi quali diarrea, febbre e crampi addominali e che colpiscono, nella maggioranza dei casi, l’apparato gastrointestinale. Come sempre, le categorie a rischio sono gli anziani sopra i 65 anni e i bambini sotto i 6 anni. Tra i rimedi efficaci si ricordano il brodo di pollo, consumare frutta e verdura nelle giuste quantità e bere bevande calde. Inoltre, sarebbe meglio vestirsi a strati per evitare sbalzi di temperatura e areare spesso i locali.

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