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Innamoramento e distruzioni umane: non sposatevi e non fate figli da innamorati

L’innamoramento non è l’amore. Come fare per evitare di distruggersi la vita e dover impacchettare tutti i regali di nozze a 10 mesi scarsi dal matrimonio? Psichiatri e ricercatori sono concordi nell’affermare che basta prestare qualche attenzione per mettersi in salvo dalle trappole dell’innamoramento. Quindi bisogna scindere la fase iniziale della relazione, che dura mediamente, secondo le più recenti ricerche dall’uno ai tre anni (a seconda dell’assiduità di frequentazione, meno ci si vede più si prolunga l’effetto innamoramento) in cui i protagonisti della coppia non rispecchierebbero la propria reale personalità. Non si tratta quindi di volontarie manipolazioni messe in atto al fine di celare la propria reale natura, bensì di una vera e propria momentanea sospensione della propria reale essenza che si trova in balia si stimoli extra ordinari assimilabili all’effetto di sostanze stupefacenti.

L’innamoramento permette di rilevare a livello chimico, nel nostro corpo, dosi massicce di Dopamina, Noradrenalina e Feniletilamina (PEA). Si è a tutti gli effetti dipendenti dal partner la cui vicinanza scatena la produzione di queste sostanze eccitanti. L’assenza del partner genera quindi un effettivo stato depressivo, proprio perché inibisce la produzione di queste sostanze che, in sua presenza, vengono massivamente prodotte sovra eccitando il cervello. Molto interessante, in questo senso, quanto scoperto da una ricerca condotta dall’Università di Pisa che ha dimostrato come, durante la fase dell’innamoramento, i livelli di testosterone aumentino nelle donne e diminuiscano negli uomini. Gli uomini diventano naturalmente più remissivi e accomodanti proprio perché chimicamente la loro produzione di testosterone si abbassa…ma solo momentaneamente.

Anche la stabilità del rapporto è legata alla produzione di un altro tipo di ormone: quali l’ ossitocina per la donna e vasopressina per l’uomo, attivati da abbracci e carezze. Questi ormoni spingono a prendersi cura dell’altro, alla dedizione e all’affetto. Potrebbero essere definiti, con faciloneria, i veri ormoni dell’amore. Ma, attenzione, durante la fase dell’innamoramento la loro presenza è molto bassa. Si attivano, appunto, con il tempo, la cura e la dedizione e, soprattutto, quando gli ormoni eccitanti si estinguono. Perciò è scientificamente impossibile parlare di amore nella prima fase di frequentazione tra due persone, almeno per tutto il primo anno. Gli esperti sono concordi nel consigliare alle coppie con gli occhi a cuoricino di non sposarsi e soprattutto non avere figli finché la fase di profonda alterazione chimica non sia terminata.

Non sarà romantico sapere che i meccanismi alla base dei presunti grandi amori altro non sono che una serie di reazioni chimiche, però è molto utile per avere un comportamento responsabile non soltanto per evitare di farsi del male ma per non farne, anche in buona fede, a chi crederà ai nostri proclami di amore assoluto. Insomma, l’intensità di ciò che provate non è particolarmente determinante; molto più significativo, invece, quando negli atteggiamenti del vostro partner trovate punti di vista condivisi, atteggiamenti di cui avete stima e argomenti e passioni in comune. Sempre secondo gli esperti è poco costruttiva l’asserzione per cui sarebbero gli opposti ad attrarsi, o meglio, a livello prettamente chimico e fisico questa regola funziona…ma ha le ore contate. Quando il velo della dopamina cadrà vi troverete al fianco una persona con cui la quotidianità risulta difficoltosa a causa dei troppi punti di vista differenti. E senza gli ormoni che vi rimbambiscono non vi parrà più una cosa tanto carina, ma solo tanto fastidiosa e difficoltosa. Insomma, chi vuole continuare a credere alla storia del colpo di fulmine e derivati è libero di farlo, è un po’ come Babbo Natale: ognuno è libero di non sconfessarne l’esistenza, al quinto Natale in cui non trova uno straccio di regalo sotto l’albero magari scenderà a più miti consigli o, semplicemente, accetterà il fatto che sia ora di crescere.

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