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Insegnante scomparsa in Spagna: assassinata dal vicino di casa, la sconcertante confessione dell’uomo

Insegnante scomparsa in Spagna: svolta nelle indagini a pochi giorni dal ritrovamento del suo cadavere. Laura Luelmo, professoressa di 26 anni scomparsa una settimana fa e ritrovata senza vita in una zona di campagna, lunedì scorso, è stata barbaramente uccisa. Originaria di Zamora, all’inizio di dicembre era arrivata nel piccolo centro di El Campillo (Huelva) per fare una supplenza. Avrebbe dovuto lavorare fino a fine giugno 2019 in una scuola del posto, per questo motivo si era lì trasferita. Da subito rimase turbata dall’ossessionante modo di fissarla del vicino di casa, tanto che aveva espresso i suoi timori al fidanzato durante le loro telefonate. Purtroppo la giovane insegnante ci aveva visto giusto: la polizia ha infatti arrestato l’uomo nelle scorse ore con l’accusa di omicidio. Si tratterebbe di un 50enne pluripregiudicato, che avrebbe confessato l’omicidio della donna ma negato di averla stuprata prima di toglierle la vita.

Subito dopo la scomparsa della 26enne, le forze dell’ordine erano state indirizzate verso il suo ambiguo vicino di casa, sulla scorta delle dichiarazioni che aveva fatto loro il fidanzato della vittima, messo al corrente dalla stessa Laura degli atteggiamenti sospetti del reo confesso. Bernardo Montoya, questo il suo nome, era presto diventato il sospettato numero uno. Trovato il cadavere della insegnante, l’uomo era stato braccato per le campagne e tratto in arresto. Montoya ha precedenti penali per vari reati ed avrebbe già complessivamente scontato 22 anni di carcere. La condanna più severa la ricevette per l’omicidio, nel 1996, di un’anziana che avrebbe dovuto testimoniare contro di lui in un processo per rissa.

La confessione dell’omicidio di Laura Luelmo è arrivata dopo un lungo interrogatorio: “Le ho teso una trappola: mi aveva chiesto un’indicazione e io l’avevo mandata in un vicolo cieco, dove l’ho rapita per poi sbattere la sua testa contro la mia auto, lasciandola incosciente e legandole le mani dietro la schiena. Poi l’ho caricata sul bagagliaio e l’ho portata in campagna, dove ho provato a violentarla, ma senza riuscirci. Vi giuro che non c’è stata alcuna violenza sessuale, non ci sono riuscito anche se lei era priva di sensi. Mi sono spaventato, a quel punto avevo deciso di abbandonarla nel campo senza lasciare tracce”, queste le sue terrificanti parole riportate dalla stampa locale. Disposta l’autopsia sul corpo della vittima.

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