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Inside Out film 2015: i segreti del successo del nuovo capolavoro Pixar

Inside Out è il nuovo film firmato Pixar diretto da Pete Docter, ideatore di Monster & Co., Up! e Toy Story. Protagoniste della storia sono le emozioni di Riley, una bambina di undici anni, personificate in colorati e simpatici personaggi. Queste guidano le azioni della piccola, i suoi sogni e i suoi stati d’animo in un momento difficile della sua vita: l’inizio dell’adolescenza e il trasferimento in una nuova città. Secondo alcune classifiche le recensioni positive di Inside Out sono intorno al 98%, e solo negli Stati Uniti gli incassi hanno superato i 350milioni di dollari. Oltre ai bambini, moltissimi adulti sono stati entusiasti di questo film, commossi, evidentemente, dalla profondità del tema principale.

Come mai questo cartone animato sta riscuotendo così tanto successo? Molto probabilmente uno dei motivi principali è che esso non ha la pretesa di raccontare un qualcosa di fantastico, di inimmaginabile nella vita reale o di utopico, bensì racconta la realtà quotidiana, le sfide che la vita può porre di fronte ad ognuno di noi. Succede quasi ad ogni individuo di vivere un evento, anche poco eclatante come un trasloco (nel caso di Riley, ad esempio), che può apportare grandi cambiamenti interiori, cambiamenti nell’equilibrio psichico che si riflettono nelle azioni o nei comportamenti, come anche nei sogni. Il pubblico, quindi, si sente coinvolto in prima persona dalle vicende narrate, anche perché le emozioni rappresentate non sono solo quelle di Riley, ma quelle presenti nell’animo di ogni essere umano. Dunque, la quotidianità delle situazioni raccontate e la presenza in tutti gli individui di Gioia, Tristezza, Paura, Disgusto e Rabbia sono due aspetti che portano gli spettatori a percepire empatia durante la visione. È dai tempi del teatro greco che l’uomo è attratto da rappresentazioni in grado di toccare aspetti comuni ad ognuno, che possono instaurare un legame di immedesimazione tra osservatore e attore o vicenda rappresentata.

Non stupisce il fatto che Docter, circa cinque anni prima di realizzare questo film, si sia messo in contatto con Dacher Keltner, fondatore del Grater Good Science Centre in California, che studia il ruolo delle emozioni dette “prosociali”(amore, empatia, gratitudine etc.) da un punto di vista psicologico e neuro scientifico. Imparando ciò che riguarda gli equilibri emotivi e il modo in cui essi influenzano ogni aspetto della vita conscia e inconscia, con questo film il regista è riuscito a sfatare un grosso pregiudizio che riguarda molte persone, ovvero che le emozioni sconvolgono il pensiero razionale. Docter, invece, ha imparato e ci insegna che sono proprie queste ad organizzare le nostre capacità razionali guidando le nostre percezioni, i nostri ricordi e i nostri giudizi. Inside Out, quindi, fa appello alla vita interiore di ognuno di noi risvegliando sentimenti empatici e catartici, e rivalutando il ruolo della dimensione emozionale all’interno della psiche umana.

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