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Insonnia come dormire bene? Sintomi e soluzioni, tra i fattori di rischio anche stress e ansia

Insonnia, come dormire bene: Sintomi e soluzioni

Un episodio di insonnia può capitare a tutti nella vita. Ci sono diverse cause, ma se succede in modo occasionale il nostro corpo è in grado di reagire efficacemente. Svegliare di notte anche più di una volta o riscontrare fatica nel prendere sonno è normale e molto comune. Se, però, viene data eccessiva importanza a queste esperienze, il rischio è di aumentare il disagio, l’ansia e lo stress. Quando subentra l’insonnia bisogna evitare di pensarci troppo ed essere consapevoli del fatto che si tratta di un problema passeggero. Convincersi che il disturbo sia grave non fa che peggiorarlo, nella maggioranza dei casi, infatti, si può tranquillamente risolvere. Dare la colpa all’insonnia per ogni problema può influire sul disturbo stesso, ma anche l’ansia e lo stress giocano un ruolo fondamentale. Bisogna ricordare, inoltre, che non a tutti sono necessarie 8 o 10 ore di sonno, quindi se dopo 7 ore ci si sveglia attivi e pieni di energie, è assolutamente normale.

Insonnia e disturbi del sonno: cosa sono e quali problemi di salute possono aumentare?

Quando si parla di insonnia, si intendono i disturbi del sonno: si tratta di una condizione nella quale il ritmo sonno-veglia risulta alterato al punto tale da inficiare anche il funzionamento fisico, emotivo e mentale. I sintomi principale dell’insonnia includono: svegliarsi troppo presto al mattino, svegliarsi senza sentirsi riposati, difficoltà a mantenere il sonno o ad addormentarsi. Tra gli altri disturbi legati al sonno, inoltre, troviamo: apnea nel sonno, narcolessia e ipersonnia. L’ansia può giocare un ruolo importante nello sviluppo dell’insonnia e questo disturbo può causare a lungo termine anche altri problemi, come insufficienza cardiaca, obesità, diabete e ictus.

Insonnia: soluzioni e cure mediche efficaci

Esistono diversi accorgimenti che possono essere presi per curare l’insonnia e i disturbi legati al sonno, soprattutto se generati in gran parte dall’ansia. Innanzitutto è bene rivolgersi a uno specialista: spesso la terapia cognitivo-comportamentale si dimostra adatta. Bisogna evitare bevande eccitanti, come alcool, caffè, bibite energetiche e gassate. Molti pensano che l’alcool possa aiutare a prendere sonno, in realtà non è così: può favorire l’addormentamento ma non la qualità del sonno. I farmaci devono essere valutati in base al paziente e al caso. Sarebbe meglio evitare anche i riposi pomeridiani o limitarli a una durata di 30 minuti. Fare esercizio fisico ed esporsi alla luce del sole in quanto aiuta a regolare il ritmo sonno-veglia. Non rimanere nel letto oltre i 20 minuti in caso si faccia fatica a prendere sonno, ma svolgere attività rilassanti, leggere un libro, evitare la Tv, gli smartphone e il computer. Infine, è meglio evitare pasti troppo abbondanti in quanto appesantiscono la digestione. Bisogna cercare di svegliarsi alla stessa ora ogni giorno e dormire dalle 7 alle 9 ore a notte.

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