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Intervista a Denis Lovatel, chef della “Pizzeria da Ezio” di Alano di Piave (Belluno)

«La parola pizza suscita emozioni in quanto rappresenta la mia vita sia a livello di passione, di lavoro e soprattutto di impegno giornaliero visto che gran parte del mio tempo lo dedico a lei», così mi racconta lo chef Denis Lovatel, patron di Pizzeria Da Ezio, storica pizzeria ad Alano di Piave, Belluno. Quella di Pizzeria Da Ezio è una storia che inizia nel 1977 quando il padre Ezio Lovatel, dopo vari anni di lavoro come chef nei ristoranti di importanti hotel, decide di lanciarsi in una nuova sfida: aprire una pizzeria che diviene subito un unicum in tutta la zona.
Con il tempo al padre Ezio si affianca il figlio, Denis, che fin da bambino si divertiva, in cucina, a maneggiare impasti e ingredienti, a combinare ed assaggiare. L’esperienza di Ezio sulle basi e gli impasti e la curiosità del figlio a sperimentare combinazioni e ingredienti, hanno contribuito a rendere la loro pizzeria un importante punto di riferimento per la scena gastronomica locale e non solo… Denis Lovatel porta in tavola i profumi e i sapori del suo territorio, la montagna, attraverso la pizza che rispecchia un concetto di sana alimentazione, di sostenibilità e di rispetto della stagionalità…

Denis, quando è nata la sua passione per il mondo della pizza?
«La mia passione è stata tramandata da una passione di famiglia, essendo la seconda generazione di pizzaioli già a 14 anni aiutavo i miei nel locale e poi con il passare del tempo sono riuscito a utilizzare la pizza come strumento per dar spazio alla mia creatività e renderlo un lavoro in continuo movimento».

Quale è la filosofia di Pizzeria Da Ezio?
«Abbiamo una filosofia ben precisa che seguiamo da qualche anno: educare la gente alla sana alimentazione, riscoprire ingredienti di piccoli artigiani situati in tutta l’Italia, stagionalità, cultura nei lievitati.
Seguiamo un protocollo che rispetta l’ambiente che ci circonda, lotta allo spreco, promuovere il biologico, utilizzo di salumi esclusivamente da allevamenti che rispettano l’animale o allo stato semibrado quindi nessun conservante! Ogni farcitura viene studiata perché risulti amalgamata con l’impasto per renderla piacevole al morso creando una continuità di sapori».

Ha una pizza preferita?
«Verticale di broccolo: è una pizza dove esprimo il mio concetto di sostenibilità utilizzando il broccolo di Bassano IGT in tutte le sue parti eliminando gli sprechi. E’ una pizza dove gli ingredienti sono poveri ma da un sapore ed una combinazione unica.
Ve la racconto nei suoi ingredienti: pizza con fiordilatte di Agerola, foglia croccante di broccolo, fiori di broccolo al vapore e gambo grattugiato, mousse di Casatella Trevigiana DOP (formaggio povero riscoperto negli anni), alici di Saccaleva».

C’è una pizza che racconta maggiormente il suo territorio?
«Pizza di Montagna: una pizza unica come croccantezza e leggerezza, è un prodotto che rispecchia i luoghi in cui vivo, utilizzo l’acqua da una sorgente naturale delle Dolomiti, un blend di farine dei luoghi, nelle farciture si sente i profumi dei boschi con i funghi, le erbe spontanee ed i formaggi di malga. E’ una pizza che parla di sostenibilità e che rappresenta la sintesi di una mia filosofia di pensiero».

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