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Intervista a Mirko Turconi, bartender del panorama bar Piano35 Lounge Bar di Torino

Torino, città in fermento. Neo bistrot, osterie contemporanee, ristoranti d’alta cucina e cocktail bar… La città della Mole Antonelliana continua a raccontarsi tra nuove aperture e realtà consolidate che rendono frizzante il panorama della ristorazione torinese. Al Piano 35 del Grattacielo Intesa Sanpaolo, progettato dall’architetto Renzo Piano, si trova il panorama bar Piano35 Lounge Bar, una vera e propria serra al cui timone c’è il bartender Mirko Turconi, vincitore italiano della Diageo Reserve World Class nel 2017 che si è poi aggiudicato il sesto posto nella classifica mondiale a Città del Messico.
Vista mozzafiato sulla city, osservata a 150 metri d’altezza, e arte della miscelazione sono gli ingredienti principali di Piano35 Lounge Bar. Mirko Turconi stupisce con i suoi drink che sono il perfetto equilibrio di nuovo e tradizione. Cocktail preparati secondo un concetto di storytelling che è narrazione e piacere del gusto. Mirko Turconi è sicuramente uno dei migliori barman italiani.

Chi è Mirko Turconi?
«Da più di due anni sono il Bar Manager di Lounge bar Piano35, il cocktail bar più alto d’Italia di proprietà di Banca Intesa Sanpaolo e gestito da Affida, newco specializzata nell’alta ristorazione del Gruppo CIRFOOD. Ero appena tornato da una significativa esperienza a Milano, quando mi è stata offerta questa opportunità. Decisi così di lanciarmi in questa nuova avventura, prendendo in mano l’importante ruolo di quello, che per me, può tranquillamente considerarsi un locale unico in Italia».

Quale e il mood di Piano 35?
«0-99. Questo numero identifica il range di età che abbiamo la fortuna di ricevere ogni giorno. La location, unica su Torino – ma anche d’Italia – permette di attirare persone che di norma entrerebbero difficilmente in un cocktail bar. Ed è proprio questo il ‘sottile’ e impegnativo mood del locale: quello di farsi apprezzare da una varia e molteplice tipologia di clientela, mantenendo però intatto il suo particolare e ricercato servizio. Grande attenzione viene data, inoltre, a quelli che possono essere i singoli elementi del nostro menù, in modo da offrire una scelta il più affine possibile ai vari clienti. È un nostro grande obiettivo quello di poter rendere ogni singolo cliente soddisfatto e sorpreso di tale impegno. Diciamo che Lounge Bar Piano35 sarebbe potuto facilmente diventare un bar super vip con prezzi restrittivi per molti, invece noi, dando sempre il massimo della qualità, cerchiamo di mantenere prezzi accessibili così da offrire a tutti la possibilità di venirci a trovare».

Quale è il panorama della miscelazione a Torino?
«Proprio rispondendomi a questa domanda scelsi la tipologia di locale che sarebbe diventato il Lounge Bar Piano35. Amo molto Torino e trovo che abbia un’innata capacità nel campo dell’accoglienza e della sperimentazione, soprattutto nella ristorazione. Abbiamo tantissimi locali nella nostra città dove si sta bene, ma tutti quanti hanno un’anima più radicale, suddivisi tra quelli accessibili e quelli dedicati a un élite più ristretta. Piano35 si trova nel mezzo, in una posizione che nessuno aveva scelto di occupare, anche perché necessita di un grande lavoro di studio di mercato».

C’è un cocktail a cui è particolarmente legato?
«Quelli con l’alcol! Scherzi a parte, credo che sia l’Old fashioned. Trovo che la sua semplicità lo renda uno dei drink più difficile da preparare e, allo stesso tempo, quello che ti regala maggiori soddisfazioni».

Ha un cocktail bar preferito a Torino?
«In realtà no. Ho però tanti amici ‘preferiti’ che lavorano nei loro rispettivi locali. Vado da tutti, per salutarli più che per bere. Ma quando sono di riposo è difficile vedermi in un cocktail bar…»

Quale è la sua idea sull’arte della miscelazione italiana?
«L’Italia è un paese pieno di passione. Questo può essere un bene ma anche un male. Perché bisogna ricordarsi sempre che, nonostante in questi anni ci sia stato un boom nel nostro lavoro, il cliente è interessato a chi lo tratta con un sorriso più che con una ricetta di cocktail: questo non passa mai di moda! Detto ciò posso, affermare con fierezza che la miscelazione italiana è tra le migliori al mondo per attenzione ai gusti e alla ricerca».

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