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Intervista ai Virginiana Miller, vincitori della Targa Tenco “Miglior canzone”

La Targa Luigi Tenco 2014, l’Oscar della canzone italiana, nella categoria “Miglior Canzone”, è stata assegnata al gruppo di Livorno Virginiana Milller, per la canzone “Lettera di San Paolo agli operai” scritta dalla stessa band, l’unica ad essere finalista in due categorie: miglior canzone e miglior album. La Targa Tenco è il secondo prestigioso riconoscimento per l’album “Venga il Regno”, con cui fino all’ultimo sono stati in corsa per vincere anche nella categoria “Miglior disco dell’anno”, la band l’anno scorso ha, infatti, vinto il David di Donatello nella categoria “Miglior canzone originale” con il brano “Tutti i santi giorni”, scritto per l’omonimo film di Paolo Virzì. Le Targhe Tenco sono assegnate da una giuria composta da 200 giornalisti, la più vasta in Italia nel settore musicale. Le Targhe saranno consegnate il 6 dicembre a Sanremo al Teatro Ariston in una serata evento, in cui si esibiranno tutti i vincitori delle varie categorie e che avrà come ospite d’onore David Crosby.

Virginiana Miller vincitori della Targa Tenco 2014 nella categori Miglior Canzone

 

L’album dei Virginina Miller è disponibile con l’etichetta AlaBianca distruibuito da Warner Music. I musicisti della band sono: Valerio Griselli alla batteria, Simone Lenzi voce (e testi), Antonio Bardi alla chitarra, Matteo Pastorelli alla chitarra, Giulio Pomponi alle tastiere, Daniele Catalucci al Basso. Urbanpost ha raggiunto Valerio Griselli, Daniele Catalucci e Giulio Pomponi che hanno risposto alle nostre domande

Con la canzone “Lettera di San Paolo agli Operai” avete vinto la Targa Tenco come miglior canzone. É una bella soddisfazione e un bel riconoscimento al vostro impegno. ve lo aspettavate?                               No, davvero, no. Era stata già una grossa sorpresa ritrovarsi tra i candidati, per di più con le bellezza di 4 nomination! Miglior disco per “Venga il Regno”, tre candidate per la miglior canzone, oltre a “lettera di San Paolo..” “Anni di piombo” e “Tutti i santi giorni”, con la quale abbiamo vinto il David di Donatello poco più di un anno fa. Al sesto disco di inediti, dopo oltre quindici anni di carriera e molti riconoscimenti non avevamo mai avuto neanche una candidatura, insomma pensavamo ormai che non fosse una cosa per noi. Non credevamo che saremmo arrivati nella prima selezione, non per demeriti ma per semplice abitudine. Le quattro candidature in due sezioni sono state già una soddisfazione grossa. A quel punto c’abbiamo sperato. Soprattutto perché ognuno di noi ha vissuto sulla propria pelle la nascita e crescita dell’album e sappiamo quanto e cosa valga. Tempo fa abbiamo visto un’intervista a Krist Novoselic, il bassista dei Nirvana, che un po’ commosso ammetteva che Nevermind fosse “la migliore cosa fatta in tutta la sua vita”.  Non ci spingiamo ed avviciniamo al paragone, ma dentro la sensazione che si prova è quella. Questo disco è un grosso orgoglio professionale.

Siete arrivati primi confrontandovi con cantanti molto affermati come Franco Battiato o Cristiano de Andrè solo per citarne alcuni, cosa vuol dire per I Virginiana Miller avere vinto La Targa Tenco?           Vuol dire scrivere il nostro nome in un albo di vincitori che ci fa un po’ impressione. E’ un premio che in passato è stato assegnato a “La domenica delle salme”, “Sotto le stelle del Jazz”, “Povera patria”, “Caruso” per citarne alcune. Canzoni così belle e diverse tra loro, tutte importanti per la musica italiana. E’ come svegliarsi una mattina e trovarsi a giocare a Wimbledon contro Bjorn Borg. Siamo riusciti ad arrivare dritti al sodo. Indipendentemente dalla canzone, ma avevamo qualcosa da trasmettere tra parole e suoni che ha pervaso il disco intero, ci siamo semplificati nella scrittura cercando di non perdere particolarità nostre, ed il team di collaboratori “esterni” ha fatto il proprio meglio per tradurci su disco e renderci più intellegibili. Alessandro Bavo e Ivan Rossi hanno fatto un grande lavoro.

La vostra musica è pop caratterizzata da sonorità molto ricercate                                                                   Sono pure e ampie, contengono il nero e il bianco, un po’ come la copertina. L’arrangiamento del brano è opera di Alessandro Bavo, che ha dato a tutto l’album caratteristiche che ne hanno esaltato ed armonizzato la ricchezza musicale e lirica. La canzone “Lettera di San Paolo agli Operai” è dedicata alla classe operaia dell’Italia degli anni settanta, ad una classe che non esiste più almeno non più con quelle caratteristiche.

Siete una band che ama molto i concerti live, come lo definireste il vostro rapporto col pubblico                       Molto diretto, è un pubblico che si affeziona alle nostre canzoni e un po’ anche a noi, sicuramente più di quanto meritiamo. Solo poche ore fa abbiamo portato in giro per Livorno Cinzia, che era venuta da Bergamo apposta per farci vedere (e autografare) la sua tesi di laurea, nella quale tesi c’era un ringraziamento ai Virginiana Miller per “Venga il Regno”. Credo che neanche Borg abbia avuto ringraziamenti in tesi di Laurea.  Il palco è il luogo dove rischi di più, non tanto per il successo o per l’insuccesso di una performance, quanto per un riuscito scambio di emozioni, che è l’aspetto più importante.
Sentire esaltare i nostri live ci è comodo come avvertire delle critiche. C’è da dire che dopo diversi dischi il pubblico che ti viene a vedere sa benissimo quello che troverà e siamo orgogliosi di confidare, come capita molto spesso, di scendere dal palco e di dirsi “Bello, vero?”. Sono quelle due parole che trasudano soddisfazione ed emozione a prescindere da tutto.

Quali progetti per il futuro?                                                                                                                                  Giocare un’altra finale contro Borg e vincerla.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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