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Intervista all’Osservatorio Diritti Umani per Carceri (Dis)umane: azioni teatrali di informazione non convenzionale

Il 3 maggio 2014 presso la Polveriera Austriaca di Forte Marghera – Mestre, si terrà la performance CARCERI (DIS)UMANE: azioni teatrali di informazione non convenzionale, di cui UrbanPost ha già fornito qualche dettaglio in un articolo precedente.  Mentre gli attori si cambiano, Debora Slanzi e Marco Colucci, sono pronti a restare per l’intervista esclusiva.

Chi siete e che cosa fate?

Marco: L’Osservatorio Diritti Umani è nato circa un anno fa e si occupa di promozione e protezione dei diritti umani in Italia. Siamo in 15 a farne parte, abbiamo cercato da subito di dare un taglio diverso rispetto ad altre organizzazioni che si occupano di diritti, ponendo l’analisi principale sulla risposta italiana alle imposizioni che derivano dai diritti umani. I primi temi che abbiamo affrontato e a cui tuttora ci dedichiamo sono: il carcere, l’immigrazione, la tratta di esseri umani e l’inefficienza del sistema di giustizia.

carceri (dis)umane

Perché avete deciso di accostare il teatro ad un tema così delicato?

Marco: Perché il teatro permette di avvicinarsi alla realtà e vederla con gli occhi di una grande forma d’arte. Abbiamo scelto il teatro come forma di promozione e d’informazione, per arrivare a tutti, senza scegliere la strada del report. Il teatro si avvicina a tutti.

Come avete improntato la regia?

Debora: Siamo partiti dalla dichiarazione dei diritti umani e abbiamo trovato delle azioni simboliche che potessero rappresentare i diritti delle persone. Abbiamo basato la regia sul diritto di poter fare determinate azioni che viene negato dalla mancanza di spazio che si riduce nel percorso della performance.

Che cosa vedrà lo spettatore sabato 3 maggio?

Debora: Una serie di azioni teatrali che nascono con l’obiettivo di esprimere dei diritti, ma che poi saranno bloccate. Lo spettatore sarà immerso nella condizione visiva e spaziale in relazione con azioni che esprimono alcuni diritti umani mentre subiscono la mancanza di spazio.

Che cosa vi aspettate da CARCERI (DIS)UMANE?

Marco: Ci aspettiamo che il pubblico capisca che cosa comporta il sovraffollamento e riconosca quando i diritti vengono violati. Che figura farà l’Italia se non riuscirà ad adempiere ai suoi doveri? La riabilitazione del condannato è fondamentale.

Volete aggiungere qualcos’altro?

Debora: Sono grata a tutte le persone che hanno avuto fiducia in questo progetto e si sono dimostrate disponibili. Gli attori sono tutti volontari.

CARCERI (DIS)UMANE: azioni teatrali di informazione non convenzionale, avrà luogo il 3 maggio 2014 presso la Polveriera Austriaca di Forte Marghera, Mestre-Venezia. Poiché la partecipazione alle azioni teatrali è riservata a 10/15 spettatori a replica, si consiglia la prenotazione all’indirizzo: info@osservatoriodirittiumani.it Orari delle repliche: 11.00-11.30-12.00-12.30-17.00-18.00-18.30-19.00.

“Una delle principali problematiche che connota i 205 istituti penitenziari italiani è il sovraffollamento. Secondo i dati più recenti forniti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al 31 marzo 2014 i detenuti presenti nelle carceri italiane erano 60.197, per una capienza regolamentare di 48.309 posti” Osservatorio Diritti Umani Onlus

Intervista a cura di Isotta Esposito

 

[photo credit Sony World Photo Award Winners]

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