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Intervista esclusiva a Marco Bernardi, presidente Illumia: “Il segreto di un’energia giovane”

Affermarsi nel settore energetico in Italia è una sfida tutt’altro che semplice e la storia è piena di esempi di buone intenzioni che purtroppo non si consolidano nel tempo; in Emilia Romagna però, terra tradizionalmente fertile per progetti imprenditoriali di successo, c’è un’azienda che in dieci anni ha seguito un processo di consolidamento e affermazione che l’ha portata ad essere una delle realtà più interessanti a livello nazionale, sia dal punto di vista del progetto che dei risultati ottenuti. Stiamo parlando di Illumia, impegnata nella vendita di energia elettrica e gas che nel 2015 ha fatto registrare oltre 816 milioni di fatturato.  Ma al di là dei numeri, la sfida più interessante che è stata portata avanti con successo è quella della “linea verde”, una società giovane costruita su giovani entusiasti di condividere questo progetto, a partire dal presidente Marco Bernardi, che di anni ne ha 39 ed è succeduto al padre Francesco nel mese di aprile. Abbiamo deciso di fare una chiacchierata con lui, per capire qual è il ‘segreto dell’energia’.

Un giovane tra i giovani. Cosa vuol dire guidare un’azienda improntata sulla linea verde?
“Vuol dire tanta responsabilità e tanto coraggio. Non bisogna aver paura di sbagliare, è questo il primo valore che cerco di trasmettere ai miei collaboratori che portano avanti con me questa sfida. Siamo nati nel 2006 in sinergia con un altro gruppo ma dal 2010 siamo diventati autonomi. Quest’anno mio padre ha deciso un cambio al vertice, ritenendo che un modo in così continua evoluzione. come quello dell’energia, avesse bisogno di una visione diversa.”

E così attorno a voi c’è una schiera di ragazzi entusiasti che condivide il vostro core.
Ci sono circa 150 collaboratori con un’eta media di 31-32 anni e poi ci sono mio fratello e mia sorella che sono hanno rispettivamente di 2 e 8 anni meno di me e che ricoprono il ruolo di Amministratore Delegato e Responsabile HR.

Una questione di famiglia dunque. Ma è ancora possibile far coincidere il fare impresa con la tradizione familiare?
“In questo senso voglio raccontare un aneddoto: quando abbiamo intrapreso questo percorso un amico mi ha detto che avevo contro il 70% delle statistiche visto che le seconde generazioni solitamente hanno sempre qualche difficoltà nel proseguire il lavoro di chi le ha precedute. Nostro padre, però, ci ha sempre trasmesso una forte positività. Per questo siamo tranquilli nell’affrontare le sfide future, perché crediamo che l’imprenditoria interpretata dalla mia generazione abbia tanto da offrire nel nostro Paese.” 

Qual è il segreto per rinnovarsi in un mercato in continua evoluzione? 
“Non possiamo mai fermarci e mantenere la stessa linea, bisogna essere capaci di rinnovarsi continuamente non soltanto dal punto di vista comunicativo ma anche da quello del business. Il mercato elettrico in 10 anni è completamente cambiato, nel 2018 ci sarà una svolta a livello legislativo che potrebbe aprire una nuova fase di liberalizzazione. Sarà una tappa fondamentale.”

Come fare concorrenza ai grandi colossi?
“La prima cosa che mi viene in mente è puntare sull’innovazione ma è una parola di cui ormai si abusa. Bisogna essere creativi, vale a dire fisicizzare la commodity energia. L’elettricità è tra le cose più noiose al mondo paradossalmente, si preme un pulsante e si accende la lampadina. Per renderla più ‘comprensibile’ a tutti, vogliamo materializzarla ad esempio con la  fornitura di lampadine LED, iniziata in abbinamento alla vendita di energia già da qualche anno.”

Il Digital Marketing può essere un’arma vincente?
“Non è ancora l’arma decisa ma è una delle frecce che devi avere al tuo arco. Vive di un’enfasi e di una suggestione che non tiene conto dei costi che ha. Quando si avrà un abbattimento dei costi probabilmente diventerà l’arma vincente in assoluto. Al giorno d’oggi però, se si punta al ‘mass market’, non si può prescindere da canali di comunicazione tradizionali come tv, radio e ancora il cartaceo.”

Un azienda radicata sul territorio che ha scelto di rappresentare la realtà sportiva del territorio per eccellenza, il Bologna Fc.
“Non avevamo ancora fatto nulla di eclatante per la città, abbiamo sempre fatto tante piccole iniziative e in concomitanza con i 10 anni di attività abbiamo pensato di fare qualcosa di più importante e adeguato alla dimensione che stavamo avendo. E’ stato un momento storico di cambiamento anche per il Bologna, una diversa impronta imprenditoriale che ci ha convinto fin da subito.”

 

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