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Intervista esclusiva a Michelangelo Frisoni talento degli effetti visivi diventato famoso all’estero

Michelangelo leggendo le notizie sulla tua carriera ci si sorprende non poco per la tua particolare passione per gli effetti visivi applicati alla cinematografia. Quando ti è nata questa passione?    Ho sempre avuto una passione per il cinema, in particolare per le immagini in computer grafica, di fatto sono cresciuto a colpi di Matrix e Metal Gear Solid; la domanda che già mi ponevo quando ero piccolo era come diamine riuscivano a fare scene come quelle di Neo che schivava le pallottole e a trasformare interi studi verdi in set inesistenti. Questo grazie anche a mio padre che è un’artista e mi ha sempre fatto notare più di altre cose i dettagli della computer grafica sia nei film che nei videogiochi. Un  giorno quando avevo 13 anni riprendevo mio fratello che saltava sul letto, a un certo punto ricordo che si spense la telecamera, cambiai le batterie e tornai a riprendere nella stessa posizione di quella precedente; mio fratello doveva ancora risalire sul letto, e non ci risalì poi… portai questi video sul pc e montandoli uno davanti all’altro mi accorsi di aver realizzato il primo effetto speciale della mia vita, mio fratello che scompariva all’improvviso…vi lascio immaginare l’emozione che provai. Fu in quei giorni che decisi di volermi dedicarmi a questa strada, i visual effects.

Dopo il diploma sei andato subito in America, a Los Angeles, per studiare regia e post produzione, passando da autodidatta a professionista. Cosa ti attraeva di questa professione tanto sconosciuta, ma così necessaria per la creazione dei film?                         Ammetto che essendo figlio di un’artista, sono sempre stato un’po’ spinto sin da bambino a guardare la realtà ed apprezzarne luci, riflessi composizioni e colori. Ci giocavo da tanto con gli effetti speciali e la mia intenzione primaria era quella di creare esplosioni. Mi sono sempre piaciute da morire; ora come ora posso dirti che quello che mi attraeva di più al tempo era il poter creare ciò che non esisteva e renderlo reale. Ora con un po di esperienza dietro le spalle mi accorgo ancora di più di quanto sia affascinante questa arte (perché è un’arte) che va a cercare il dettaglio, a studiare i minimi particolari e ti costringe a studiare la realtà facendoti accorgere di quanto essa sia meravigliosa e complessa in ogni sua parte; mi costringe ad osservare per cui a stare attento a quel che mi accade attorno…. certamente questo è un cammino che io personalmente intravedo, del quale mi accorgo e su cui ho intenzione di proseguire la mia ricerca. In parallelo quando é possibile mi dedico anche al filmmaking, essendo comunque molto appassionato di montaggio e regia creando alcuni spot e cortometraggi.

Raccontaci i segreti di questa professione, quasi nascosta del mondo del cinema.                  Ma, guarda… Spero di non rovinare la visione di film a nessuno visto che quando dico quello che sto per dire la gente ci rimane un po’ male… Ma generalmente ogni scena che vedete in un film è stata lavorata con visual effect più o meno invisibili. La maggior parte delle volte riguarda rimozioni di oggetti indesiderati della scena o anche di aggiunta di elementi che vengono considerati utili alla composizione della stessa, macchine parcheggiate, persone che camminano nello sfondo riprese a parte o generate in cgi, gli sfondi veri e propri molte volte anch’essi generati in cgi, aggiunta di luci e ombre ecc… Capita a volte anche di fare make-up digitale, ma quello non mi piace più di tanto.. Non esiste effetto speciale realizzato dal vivo che non venga almeno anche solo leggermente ritoccato coi VFX. In molti imparano questa professione partendo da autodidatti studiando su Internet con tutorial, corsi on-line e sui manuali, io sono uno di questi.

La tua collaborazione con Freddy Wong nella serie famosissima “Video Game High School” e al regista Mistery Guitar Man ti hanno lanciato a collaborazioni di grande prestigio, cosa significa per un ragazzo di 23 anni?                       È stata una conquista molto grande per me, mi ha riconfermato tutte le volte che ero sulla strada buona e che quindi dovevo proseguire. Tra le collaborazioni nate in Italia ci sono la serie web Cotto&Frullato in prima linea, nella quale continuo a lavorare come VFX Artist, Fuga dalla morte di Michael Righini su cui ho curato tutti i VFX, un video musicale per il cantante Fabio Concato, e diversi altri progetti. Per quanto riguarda Freddy Wong sia nella prima che nella seconda stagione di Videogame High School ho avuto la fortuna di lavorare su tanti shot e con un team di giovanissimi ragazzi; stessa cosa per Mistery Guitar Man, tanta libertà creativa e tanta valorizzazione del mio lavoro.

Inoltre hai lavorato accanto Joel Hynek , inventore dell’effetto “bullet time” di Matrix e vincitore del premio Oscar ai migliori effetti visivi con “Al di là dei sogni”. Spiegaci come hai realizzato questo sogno.           Sì ho avuto la fortuna di lavorare direttamente con Joel Hynek, per lui ho curato gli effetti di un video musicale di una famosa cantante chiamata Meital Dohan, la canzone si chiamava Give Us Back Love. In pratica mi era stato commissionato questo lavoro assieme ad altri due ragazzi per cui avrei dovuto realizzare gli effetti; il video era già stato girato e il supervisore degli effetti speciali era proprio lui. Quando l’ho incontrato per la prima volta, quasi mi commossi per via del fatto che la mia passione per gli effetti speciali nasceva soprattutto dall’effetto che lui aveva inventato…il caso ha voluto che proprio nel periodo in cui lavoravo per lui, stessi realizzando un effetto simile al bullet time per la serie di Michael Righini, non vi dico le emozione quando glielo mostrai… Diciamo che questa fu la riconferma più grande di tutte, che quello che stavo facendo era davvero quello che volevo fare. Lavorare a stretto contatto con lui per due settimane ci ha permesso di diventare amici, e questa ė una cosa straordinaria per me.

In Italia vanti altre collaborazioni con la casa di produzione e post produzione Hive Division. Anche nel nostro Paese c’è spazio per un Filmaker come te?                     Ho avuto la fortuna di collaborare con Hive Division a due progetti, il primo è un film chiamato Aurora di cui abbiamo curato gli effetti, il secondo è il fan based film di Metal Gear Solid prodotto interamente da loro chiamato Metal Gear Solid: philanthropy, The Land Where Truth Was Born del quale è stato rilasciato il pilot qualche mese fa. In Italia ho conosciuto gente straordinaria, spesso molto brava e competente. Oltre alla troupe di Hive Division, che sono in grado di lavorare a livelli straordinari sia con l’estero che con l’Italia, ci sono i ragazzi di cotto & frullato con la quale collaboro dal 2012 a questa parte, gente veramente in gamba che sa eccellere nel proprio mestiere. Purtroppo l’Italia si impegna molto per non permetterci di fare il nostro lavoro e guadagnare; è veramente una vergogna per come siamo trattati qua. Il mio posto non è qui, almeno per adesso… Ho avuto l’occasione di trovare uno sponsor negli Stati Uniti per cui ho intenzione di prendere al volo questa opportunità e giocarmela fino in fondo.
Qual è il bello del tuo mestiere?                Si tratta di un lavoro straordinario perché è una ricerca ed è sempre in rinnovamento, cambiano le tecnologie, le possibilità, le specializzazioni, le richieste e non c’è mai uno shot da elaborare uguale all’altro, ti permette soprattutto anche di lavorare con team composti da tantissimi creativi, ed è bellissimo. Uno può pensare di primo acchito che sia un lavoro che ti costringe davanti a un pc e ti esclude dalla vita reale, invece non è per niente così, anche perchè richiede una vera capacità di teamworking e comunicazione, il computer alla fine è uno strumento e basta. Adoro anche il fatto che ti permette di viaggiare molto, e gli artisti che ne fanno parte scopro sempre di più essere di una umiltà straordinaria, sempre disposti a consigliarti e aiutarti, cosa che intuisco più rara in altri ambiti cinematografici.

Michelangelo Frisoni effetti speciali

Michelangelo Frisoni video game high school red carpet

Michelangelo Frisoni effetti speciali Cotto e Frullato

Michelangelo Frisoni effetti speciali, esplosioni

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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