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Intimazioni di pagamento Equitalia: quando e cosa pagare

La risposta ovviamente è “dipende” e in quest’articolo cerchiamo di dare un senso a questo “dipende”. Innanzitutto dobbiamo spiegare due concetti basilari previsti nell’ordinamento italiano rispetto ai rapporti patrimoniali siano essi tra privati che tra pubblico e privato: la prescrizione e la decadenza.

La decadenza produce l’estinzione del diritto per il decorso del tempo previsto dalla legge o dalla volontà delle parti senza che sia stato esercitato. Esempio: i comuni hanno diritto di accertare l’evasione di determinati tributi (esempio TARSU) entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il tributo è dovuto. Se non viene esercitato questo diritto nei termini, all’ente decade la possibilità di poterlo fare.

La decadenza non può interrompersi salvo che con un atto che eserciti il diritto stesso e avvia quella che è il secondo concetto che stiamo spiegando: la prescrizione cc 2935 che inizia a decorrere dal momento in cui un diritto, pur potendolo, non viene esercitato. In poche parole nella prima ho il diritto acquisito e non lo esercito, nella seconda non ho richiamato il mio diritto.

Ma ogni entrata ha i suoi tempi di decadenza e di prescrizione vediamo nel dettaglio un elenco non esaustivo:

Multe CDS
Decadenza: verbale notificato entro 90 giorni dalla data di infrazione
Prescrizione: 5 anni dalla data dell’infrazione. Tutti gli atti, compreso il verbali sono da intendersi come elementi interruttivi della prescrizione del credito (notifica del verbale, sollecito) pertanto i 5 anni sono da considerare dall’ultima notifica in possesso dell’ente anche il verbale!!!
art. 28 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

Tributi
Decadenza: 31/12 quinto anno successivo all’anno in cui il tributo era dovuto o doveva essere denunciato
Prescrizione dei tributi locali: 5 anni dal giorno in cui il tributo è dovuto (data notifica accertamento, data notifica sollecito pagamento ecc., scadenza normativa di legge (esempio ICI 16/06/xx)

I tributi locali si prescrivono nel termine di cinque anni dal giorno in cui il tributo è dovuto (se in seguito ad accertamento da quando l’accertamento è divenuto definitivo)) o dal giorno dell’ultimo atto interruttivo tempestivamente notificato al contribuente (articolo 2948 comma 4 del Codice civile).

Non c’è una norma specifica che dice che i tributi si prescrivono in 5 anni, ma la lettura del 2948 riguardo ad entrate ripetute e non una tantum L’applicazione del termine breve di cinque anni (in luogo di quello ordinario di dieci anni) e’ stata affermata dalla Cassazione con sentenza del 23 febbraio 2010.

In particolare la Cassazione sostiene che i tributi locali (a differenza di quelli erariali) sono “prestazioni periodiche” e, come tali, rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 2948 comma 4 del Codice civile, che stabilisce appunto la prescrizione quinquennale.

Carmine Di Filippo
Dottore Commercialista
Revisore contabile
Consulente per la riscossione degli enti locali

Invia il tuo quesito a “Il tuo Commercialista”, scrivi a: iltuocommercialista@urbanpost.it

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