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Schettino al processo Concordia: “Come comandante sono il primo dopo Dio”

Sulla nave io, come comandante, sono il primo dopo di Dio“: lo avrebbe detto il comandante Schettino al pm Alessandro Leopizzi mentre spiegava come agì subito dopo l’impatto contro gli scogli del Giglio.

E sul ritardo con cui dette l’allarme: “Volevo far arrivare la nave più possibile sotto l’isola, altrimenti se avessimo dato i 7 fischi brevi e uno lungo, con le vibrazioni che c’erano state, la gente si sarebbe buttata in acqua“. “Sapevo esattamente i tempi di scarroccio della nave, io conoscevo bene la Concordia, volevo fare in modo che la nave si avvicinasse all’isola e poi allora dare l’emergenza generale. Il danno era ormai fatto. Andava mitigato” avrebbe aggiunto.

E sugli annunci vocali rassicuranti che avrebbe fatto dare dal personale ai croceristi terrorizzati, il comandante della Concordia si sarebbe giustificato così: “L’ho fatto per tranquillizzare le persone, temevo il panico“. Continua quindi la maxi udienza per accertare le responsabilità della tragedia dell’isola del Giglio. La notte del venerdì di 13 gennaio 2012 alle 21.45, la Costa Concordia affondò dopo l’inchino vicino alla costa. Morirono 32 persone.

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