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“Ir navigatore in livornese”, la risata vien guidando

Se avessero avuto una voce fuori campo col sense of humour labronico, i simulatori di guida “Need for speed” o “Gran turismo” avrebbero spopolato ancora di più, perlomeno dalle parti di Livorno. Per ora giochi motoristici del genere non si trovano in commercio, ma il primo passo in questa direzione è stato fatto da Antonio “McFly” Morelli, livornese sanguigno, ventiquattro anni il prossimo febbraio, studente di chitarra elettrica in una accademia musicale fuori città e laureando in economia e commercio.
“Ir navigatore in livornese”: questa la trovata di Morelli. Una novità che guizza, al passo con i tempi ma che strizza l’occhio al vernacolo, sprizzante di quella genialità demenziale e visionaria tipica dei talenti labronici: un’alzata d’ingegno che dall’orizzonte illumina i nostri asfalti satirici, di frequente martoriati da penose buche di scontatezza. I suoi clip stradali stanno folleggiando su Internet, specie su Facebook: si tratta di brevi filmati in soggettiva con la visuale dal parabrezza dell’automobile, ovviamente girati in movimento, nei quali, invece di guidarti con chirurgico magistero, la robotica voce femminile del navigatore satellitare ti sfinisce dalle prese in giro oppure sperpera esilaranti freddure senza pietà (e, manco a dirlo, con inconfondibile accento labronico).

«L’idea del navigatore in livornese – spiega Antonio – è nata per caso un paio di mesi fa, durante una serata tra amici. Parlavamo a proposito degli aggiornamenti in dialetto – già esistenti – per i navigatori satellitari, e allora mi sono chiesto: perché non farne una simulazione in livornese, addirittura demenziale? E così è stato. Per ora ho postato su Facebook le prime tre puntate, che hanno incassato ben 7mila condivisioni».
“Ir navigatore in livornese” è copyright di un altro successone siglato da Morelli, ovvero la pagina Facebook “Ir budello di tu’ ma’ “, partorita all’insegna dell’umorismo labronico più schietto e verace, che vanta oltre 27mila fan e centinaia di condivisioni e like giornalieri. Nata nel maggio del 2010 durante il boom dei “meme”, la pagina ospita non solo i clip del navigatore, ma pure vignette, strisce, i “Proverbi di Anacleto” e la rubrica “Boiager”.

«Di recente – continua Antonio – ho ampliato il “social” del marchio “Ir budello di tu’ ma’ ” sia su Ask.fm, dove rispondo a qualsiasi domanda mi venga posta, sia su Youtube. Ricordo che amministro la pagina come un gruppo aperto, in cui chiunque è libero di commentare, condividere o postare ciò che vuole, con eccezione dello spam, che invece valuto personalmente. Un’amministrazione molto democratica, questa, che ha permesso di coinvolgere su Facebook circa 350mila utenti in totale». Insomma, le creature web di “McFly” Morelli stanno volando sul serio, mica chiacchiere. Ma Antonio ha in serbo per noi altre sorprese. Non resta che seguirlo sulle strade della rete, magari col navigatore.

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