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Iran, ragazza al volley maschile finisce in carcere: lettera della sorella e della madre

Ghoncheh Ghavami è il nome della giovane ragazza, andata a vedere una partita di volley maschile in Iran, e finita in carcere. La notizia non si era diffusa prima, ma Ghoncheh è in carcere già da due mesi, al momento si trova in cella con altre carcerate. Nessuno ha capito esattamente il reato che le viene imputato, se non quello di donna andata a vedere una partita di volley maschile, definito come “Propaganda contro lo Stato”. La sorella e la madre hanno scritto due lettere aperte su Facebook, che stanno ricevendo il pieno supporto del web.

partita volley maschile in carcere Ghoncheh Ghavami

La sorella: “Aiutatemi a riportare a casa mia sorella. Ha 25 anni e studia legge all’Università di Londra, si trovava in Iran da due mesi per insegnare a leggere ai bambini di strada. Pensava che le donne potessero entrare allo stadio per le partite di volley, il Paese aderisce alla Federazione internazionale e sui giornali si diceva per volere del presidente le donne erano ammesse, mia madre e mia padre le avevano dato il permesso. Invece l’hanno arrestata e tenuta in isolamento per 41 giorni durante i quali il suo avvocato non ha potuto incontrarla nè avere accesso al suo dossier. Siamo disperati, e non solo io e i nostri genitori, ma i nonni, gli zii, tutti quanti”.

La madre: “Carissima Ghoncheh, i giorni senza di te sono intollerabili e sono già 74 da quando siamo stati privati del tuo viso radioso, per un crimine che non riusciamo a capire. Tuo padre è invecchiato di colpo. Io, ogni mattina arrivo ai cancelli del carcere di Evin e mi cacciano via, senza darmi risposte. Se ancora resisto è per la speranza di udire presto le tue risate squillanti. Possibile che nessuno debba rendere conto del dolore di una madre?”

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