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Irpinia, popolazione in fuga: è come se fosse scomparso un intero paese

Perdere 1440 residenti nel giro di otto mesi, per una provincia che ne contava circa 438 mila, è un dato a dir poco allarmante. Eppure da queste parti i giornali locali, così come gli pseudo quotidiani online – nati come funghi negli ultimi anni per appoggiare il politicante del momento, sfruttare i finanziamenti per l’editoria o il fondo europeo di turno – continuano a dedicare le loro prime pagine a Ciriaco De Mita, Nicola Mancino, etc.

Altrove, sia gli abitanti che i giornalisti (ma quelli veri, non i raccomandati che affollano le redazioni locali) li avrebbero presi a calci. Invece continuano ad osannarli. Ed in questo, la provincia di Avellino – dati Istat alla mano – perde quasi 1500 residenti nell’arco di appena otto mesi. Quasi 200 al mese, circa 7 al giorno.

Ma la stampa locale, così come l’opinione pubblica, è troppo impegnata a pensare ad altro. Al nuovo sindaco, ad esempio, dopo il clamoroso addio dell’ex Giuseppe Galasso: s’era dimesso per fare il Parlamentare, s’è ritrovato senza più poltrone. Gli daranno qualche incarico, senza ombra di dubbio, che gli consentirà di rimpinguare il suo stipendio da medico.

Capodanno 2013 Avellino

Gli abitanti, proprio in assenza delle istituzioni (anche il presidente della Provincia s’è dimesso per fuggire a Roma), devono sbrigarsela per conto loro. Come nel caso dell’ex Cinema Eliseo, dato alle fiamme le scorse settimane in centro città, il cui destino sembra interessare solo ad un manipolo di attivissimi cittadini.

Gli irpini, intanto, se ne vanno: non sono più (solo) operai e muratori, come nel dopoguerra, quando partivano in migliaia verso le più disparate mete dell’Italia settentrionale, dell’Europa e dell’America. Ora sono per lo più professionisti, laureati, diplomati.

Giovani intraprendenti che da queste parti non hanno spazio. Chiusi (puntualmente) e ed ostacolati (scientificamente) per qualsiasi posto, poltrona o semplice posto di lavoro, perché già decisi ed assegnati. Dai soliti noti. Gli stessi che, ancora oggi, continuano ad apparire sulle prime pagine dei quotidiani locali…

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