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Isabella Noventa, intervista esclusiva al fratello Paolo: Freddy prima del delitto, nuove rivelazioni

UrbanPost ha intervistato Paolo Noventa, fratello di Isabella, la segretaria di Albignasego uccisa la notte del 16 gennaio 2016, e per il cui delitto sono in carcere Freddy Sorgato, la sorella Debora e l’amica di entrambi, Manuela Cacco.

Abbiamo chiesto al fratello della vittima cosa pensa della lettera d’amore che Freddy Sorgato ha inviato dal carcere a Manuela Cacco, sua presunta complice nel delitto. “Sì, Freddy ha scritto quella lettera” – ci ha detto senza indugio Paolo Noventa – “E riconosco lui in quelle parole. Io che ho avuto modo di frequentarlo posso dire che quello è il suo modo di porsi con le persone, da manipolatore”. In quella lettera Sorgato parla di “pieno sentimento”, di amore nei confronti della Cacco, promettendole una convivenza una volta usciti dal carcere, ma Paolo Noventa al riguardo ha le idee ben chiare: “Pieno sentimento? Lui che sentimenti non ne ha, sa solo giocare con i sentimenti delle persone …”.

Il fratello di Isabella non crede affatto alla sincerità di quelle parole, convinto che Freddy Sorgato voglia solo plagiare la Cacco, per farle capire, attraverso delle parole in codice, di non parlare con i magistrati, di non rivelare come e perché Isabella è stata assassinata. “Secondo me vuole solo indurla a non parlare con gli inquirenti, perché quando frequentava mia sorella e anche dopo che si erano lasciati, trattava la Cacco come una pezza da piedi”, ha concluso Paolo Noventa.

Il signor Noventa ci ha poi parlato di suo cugino, l’uomo che incontrò Isabella e Freddy in pizzeria, poco prima che si consumasse il delitto“Mio cugino ha visto e conosciuto Freddy quella sera per la prima volta, e si è accorto che mentre mia sorella è corsa ad abbracciare lui e gli altri cugini presenti, Freddy è rimasto in disparte. Era come pietrificato, pallido, glaciale. Ha reagito come una persona alla quale vengono scompaginati i piani, perché non se l’aspettava di incontrare dei parenti proprio lì, anche perché loro abitano da tutt’altra parte”.

Sorgato colto di sorpresa e in evidente imbarazzo, dunque, pochi minuti prima di mettere in atto il piano criminale che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, aveva ordito e pianificato nei dettagli con la complicità della sorella e dell’amante. “Paolo, lei nutre ancora delle speranze sulla possibilità di ritrovare il corpo di sua sorella?”– gli abbiamo chiesto – “Stiamo impazzendo dal dolore. Le indagini sono state fatte bene e non possiamo che elogiare il lavoro della Squadra Mobile … la speranza non la perdiamo”, ci ha risposto, affranto, lui.

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