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Isabella Noventa news: spiata dal maresciallo compagno di Debora, ecco perché

È indagato per violazione del segreto d’ufficio e accesso abusivo alla banca dati, il maresciallo dei carabinieri di Padova, Giuseppe Verde, nonché compagno dal 2008 di Debora Sorgato, in carcere con l’accusa di avere ucciso, insieme al fratello Freddy e l’amica Manuela Cacco, la segretaria di Albignasego, Isabella Noventa.

Il sottufficiale dell’Arma avrebbe spiato la 55enne uccisa molto probabilmente – sospettano gli inquirenti che indagano sull’omicidio – su commissione della fidanzata Debora. Per la Procura avrebbe controllato (estrapolando illecitamente informazioni riservate, i cui fascicoli sono stati rinvenuti di recente durante una perquisizione nel suo armadietto) per due volte la banca dati riservata alle forze dell’ordine digitando il nome “Isabella Noventa” nel sistema. Perché? Come riporta Il Mattino di Padova, le ricerche di informazioni sarebbero avvenute in un arco di tempo affatto casuale: dal 14 novembre 2013 al 24 settembre 2014, ovvero il periodo in cui la Noventa sporse ben 6 denunce per stalking ai carabinieri, segnalando minacce, insulti e intimidazioni di ogni sorta nei suoi confronti, attraverso telefonate e bigliettini molesti atti a minare il suo rapporto di coppia con Freddy Sorgato.

Durante una cena con Verde, Debora e Freddy Sorgato, Isabella Noventa avrebbe parlato di questa situazione (che la preoccupava tantissimo) al maresciallo, chiedendogli consigli su come agire. Da quel momento in poi Giuseppe Verde avrebbe monitorato costantemente tutte le mosse della Noventa che – lo si è evinto durante questi mesi di indagini sull’omicidio della segretaria 55enne – era convinta che lo stalking nei suoi confronti fosse opera di Manuela Cacco e Debora Sorgato, le donne che oggi sono in carcere con l’accusa di averla assassinata.

Perché il maresciallo spiava Isabella? Voleva forse tenere aggiornata la compagna Debora sui movimenti della segretaria e sui contenuti specifici delle sue denunce nel timore che venisse chiamato in causa proprio il suo nome? Se così fosse significherebbe che il militare era perfettamente a conoscenza della situazione ‘pericolosa’ che ha dato origine al presunto, diabolico, movente del delitto. Saranno le indagini in corso ad appurarlo.

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