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Isabella Noventa, sub morto durante ricerche corpo: Rosario Sanarico un eroe

È morto facendo il suo lavoro. Rosario Sanarico non ce l’ha fatta: il sub 52enne della polizia, in servizio al Centro nautico sommozzatori di La Spezia, rimasto incastrato per 45 minuti sul fondo del Brenta mentre era impegnato con i colleghi nelle ricerche del corpo di Isabella Noventa, si è spento nella tarda serata di ieri nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Padova.

Ha lottato tra la vita e la morte per tutto il pomeriggio: rimasto incastrato sul fondo del fiume Brenta nel corso della perlustrazione “palmo a palmo”, dopo numerosi e difficoltosi tentativi di salvataggio, complicati dall’acqua limacciosa, era stato tratto in salvo e rianimato, ma è stato tutto inutile. Purtroppo intorno alle 22 abbiamo avuto la tragica notizia: dichiarata la sua morte cerebrale, causata da prolungata asfissia.

La morte dell’agente della polizia esperto in immersioni ha aggiunto un ulteriore velo di tristezza a tutta questa assurda e tragica vicenda, che ora vede due vittime, Rosario Sanarico e Isabella Noventa, e un uomo, Freddy Sorgato, che stando alle ultime indiscrezioni potrebbe avere dato volutamente indicazioni sbagliate agli inquirenti (lo ha affermato ieri sera in diretta a Quarto Grado l’avvocato Gian Mario Balduin, che rappresenta la famiglia Noventa) sul punto in cui cercare il cadavere della segretaria uccisa. Cadavere che non si trova.

Un sospetto che se avvalorato dai fatti, nelle prossime ore potrebbe ulteriormente aggravare la posizione del 44enne che, lo ricordiamo, si è assunto la responsabilità dell’omicidio“è stato un incidente, Isabella è morta durante un gioco erotico finito male” – scagionando le sue presunte complici, la sorella Debora e l’amante Emanuela Cacco. Ma per il trio diabolico il giudice ha confermato il fermo, reputandoli ‘socialmente pericolosi’.

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