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Isis: Moschea di Giona distrutta, il Califfo distrae con l’infibulazione

Iraq, le milizie dell’Isis hanno distrutto la Moschea di Giona, perché frequentata sia da musulmani che da cristiani. Secondo i membri dell‘Isis, quindi, la tomba del profeta citato sia nella Bibbia che nel Corano, luogo di culto sciita, sunnita e frequentato anche dai cristiani, non era più un luogo di preghiera, ma di apostasia; un luogo da radere al suolo.

califfato moschea di giona

I miliziani dello Stato islamico che controllano la città nel nord dell’Iraq hanno dato tempo fino a domani ai cittadini curdi per lasciarla, come avevano già fatto una settimana fa con i cristiani. I militanti hanno anche conquistato ingenti porzioni di territorio a cavallo tra la Siria e l’Iraq, proclamando l’istituzione di una nuova entità politica: il califfato islamico. Il leader dell’autoproclamato califfato dell’Iraq e del Levante (Epa) è Al Baghdadi, presentato dall’Isis come il Califfo. Lo stesso Califfo che sta dettando il presunto falso decreto sull’infibulazione da imporre a tutte le donne islamiche. Il Califfo distrae con l’infibulazione, attirando l’attenzione mediatica su un fake, mentre la crisi in Iraq è sempre più densa.

I cristiani erano dentro alla sacra moschea del profeta Younis a pregare nella città irachena di Mosul. Un gruppo di uomini armati dell’Isis ad un certo punto ha costretto i fedeli ad uscire, a mettersi a poche centinaia di metri di distanza dal luogo di culto e ad assistere alla distruzione della Moschea di Giona.

 

 

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