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Isis News, John Cantlie torna in video: il giornalista britannico è vivo

Isis News, John Cantlie torna in video

Dopo cinque mesi di silenzio, John Cantlie, il giornalista britannico ostaggio di Isis dal 2012, è riapparso in un nuovo video di propaganda diffuso da Amaq mercoledì su Telegram e nel deep web. Vestito di nero, sempre più magro, la barba lunga, per 9 minuti, Cantlie spiega come i raid di Bagdad abbiano distrutto tutti ponti di Mosul, la roccaforte irachena di Isis.

Isis News, il messaggio di John Cantlie

Nel filmato rivolge critiche alla coalizione anti Isis colpevole di aver colpito con i raid la popolazione che ora si trova senza acqua e senza elettricità.

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Chi è John Cantlie

John Cantlie: la sua storia merita un approfondimento. La prima volta che l’Occidente “rivede” Cantlie è il 18 settembre 2014 con il video-reportage dal titolo “Lend Me You Ears”  letteralmente “A Me Le Orecchie”: John, detenuto inglese, come viene riportato nel sottopancia, è ripreso da due telecamere con uno sfondo nero. Il suo vestiario è quello già visto in occasione della decapitazione di James Foley: una tuta arancione per testimoniare il suo stato di “ostaggio”.

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John Cantlie: la storia atipica del giornalista britannico

Ma è una vittima atipica dello Stato Islamico: Cantile diventa il reporter della “contro-informazione” di cui si vuole avvalere lo Stato Islamico. Con un fluente inglese, sottotitolato in lingua araba, il protagonista del video spiega come: “Sono un prigioniero ma voglio utilizzare questo video per raccontare alcuni ‘fatti’ ed evidenziare come il mio governo mi abbia abbandonato.” L’Isis utilizza gli stessi strumenti del mondo occidentale per stravolgere la quotidianità, mutare i caratteri dei media, Cantlie diventa strumento ben più violento e pervasivo di una “macabra decapitazione”: mette in luce la piena crudeltà del racconto. “Lend Me You Ears” è un reportage durato diversi mesi. Nella terza puntata, andata in onda il 3 ottobre 2014 e trasmessa dai principali canali web di streaming, la contro-informazione di Cantlie colpisce il cuore degli Stati Uniti: “IS è in una posizione di win-win situation. Non illudetevi, americani, di poter ottenere risultati nella battaglia contro lo Stato Islamico con un’operazione ‘chirurgica’, dovrete per forza sporcarvi le mani.”

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John Cantlie: i messaggi di ISIS per l’Occidente

Il lungo messaggio è indirizzato ai media occidentali, specialmente statunitensi, diventati protagonisti nelle settimane passate di dibattiti su come “sconfiggere” il nuovo califfato. La prima volta in cui possiamo ammirare John Cantlie fuori dalla stanza buia e scura e senza il supporto del tavolino è il 28 ottobre 2014, in occasione della prima puntata del reportage “Inside”:  il video-messaggio si apre con immagini dall’alto riprese – come si legge in basso a destra – da un drone dello Stato Islamico. Prima di intravedere il protagonista di questo report, John Cantlie, passano ben 34’’ e si evidenzia un effetto tutt’altro che rudimentale, emblema del mutamento delle modalità di comunicazione da parte di IS rispetto Al Qaeda: c’è una mano sapiente dietro la macchina da presa, così come in fase di montaggio. Un altro dettaglio comunicativo è l’abito indossato nel video del 28 ottobre 2014: Cantlie viene ripreso con un abito nero, tipico vestiario utilizzato dai combattenti IS, non più il vestito arancione simbolo di “prigioniero”. Qual è il racconto di questo video di contro-informazione?

John Cantlie

Isis News, perché questa strategia?

Tramite la voce di Cantlie, IS sfida la strategia americana e ironizza sulle dichiarazioni di Kerry. Si percepisce una tranquillità preoccupante dalle gesta e parole dell’ostaggio britannico che si rivede nel gennaio 2015, a pochi giorni dall’attentato terroristico alla redazione del giornale satirico francese, Charlie Hebdo. È il 3 gennaio quando viene diffuso in rete il secondo episodio di “Inside”: il volto è segnato dalla prigionia, ma le gestualità con cui Cantlie si pone in video sono tipiche del reporter. L’ultimo della serie “Inside”, invece, arriva il 9 febbraio 2015 ed è l’ultimo della “stagione”: il reporter si presenta con un giaccone marrone e in dodici minuti racconta le cosiddette “Bugie dell’Occidente”. Tra le iconografiche di distruzione viene “messo a fuoco” un silos di grano: “Distribuito alla popolazione a prezzi più bassi di quelli del mercato”, afferma John Cantlie. Ad Aleppo il video-messaggio prende in esame la sala d’attesa del tribunale della sharia e degli insegnamenti forniti dal Corano con cui si formano i guerriglieri.

John Cantlie, l’ultimo video prima di ieri

Dopo un anno di assenza dagli schermi del web, prima del video di ieri, 7 dicembre 2016, John Cantlie ritorna in scena il 19 marzo 2016 da Mosul mostrando ai propri “spettatori” il disastro causato dagli Stati Uniti con un attacco a un media center locale. Inoltre, nel video-messaggio del giornalista inglese non si lesinano critiche a Barack Obama, accusato dallo Stato Islamico di un vano tentativo di distruggere IS. Con abito nero e lungo, Cantlie riappare dimagrito e pallido in viso ma apparentemente in buono stato di salute; qualche mese prima il suo personaggio era stato immortalato in una foto realizzata dalla rivista dello Stato Islamico, “Dabiq” , con la tuta gialla, ovvero quella riservata agli ostaggi esenti dalla pena di morte.

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