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Ismaele Lulli sgozzato a Pesaro: complice killer descrive il delitto

È stato sentito ieri dal pm di Urbino Marjo Mema, il 19enne albanese in carcere con l’accusa di concorso in omicidio ai danni di Ismaele Lulli. Durante l’interrogatorio, che è durato più di quattro ore, il ragazzo avrebbe dichiarato di essersi trovato “a 20 metri di distanza” da Igli Meta, nel momento in cui quest’ultimo aggrediva a morte il 17enne di Pesaro.

“Sì, ho visto Igli uccidere Ismaele, ma non ho potuto fare nulla per fermarlo”, queste le sue parole. Il 17enne accettò di farsi immobilizzare con del nastro adesivo e Igli, prima di affondare il coltello sul suo collo, disse ad alta voce: “Che devo fare?”. Questa la drammatica ricostruzione. Marjo ha detto inoltre che mai avrebbe pensato che quel confronto tra l’amico e Ismaele sarebbe finito così tragicamente, pur ammettendo di averlo aiutato a ripulire il luogo del delitto e di essersi lavato insieme a lui nel fiume per cancellare da sé ogni traccia di sangue.

Stando alle indiscrezioni, la ricostruzione del 19enne collimerebbe con quella del killer reo confesso. Alla luce dei fatti, secondo l’avvocato Umberto Monti che difende Marjo, al suo assistito non può essere contestata la premeditazione né la concorsualità nell’omicidio.

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