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Ismaele sgozzato a Pesaro, la fidanzata del killer: “Sì, gli ho inviato io sms-trappola”

Picchiata, presa a calci e pugni dal fidanzato, proprio sotto la croce nel boschetto di Sant’Angelo in Vado in cui 48 ore dopo Ismaele Lulli sarebbe stato legato e barbaramente sgozzato. Lo ha raccontato Ambera Sariji agli inquirenti durante un interrogatorio di quasi 6 ore nelle quali, oltre ai numerosi elementi utili alle indagini, ha fornito anche molti dettagli sull’aggressione subita, confessando di avere avuto un rapporto sessuale con il fidanzato lì, sul luogo in cui Ismaele sarebbe stato trucidato.

La ragazza che indirettamente ha fatto scattare la gelosia di Meta Igli, il 20enne albanese reo confesso dell’omicidio del 17enne di Pesaro, secondo gli inquirenti sarebbe stata a sua volta ‘vittima’ della folle violenza del giovane.

Ambera non è indagata: è entrata in caserma per essere sentita come “testimone informato sui fatti”, e tale ne è uscita. Le sue parole hanno infatti convinto il gip Egidio De Leone e il pm Irene Lilliu, i quali le avrebbero creduto quando ha dichiarato di essere stata all’oscuro del piano omicida di Igli, e di avere, sì, inviato ad Ismaele l’sms-trappola che lo ha portato alla morte, ma solo perché sperava che lui e il fidanzato si incontrassero “per chiarirsi una volta per tutte”.

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