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Isola di Pasqua: cosa vedere? Dal mistero delle statue Moai al mare

L’Isola di Pasqua, situata nell’Oceano Pacifico al largo delle coste cilene, viene chiamata anche Rapa Nui e deve il suo nome all’esploratore Jacob Roggeveen, di origini olandesi, che la scoprì il giorno di Pasqua del lontano 1702. Sono presenti ben quattro vulcani chiamati Poike, Rano Kau, Rano Raraku, Terevaka, mentre la fauna è molto scarsa. Nel mare non sono presenti barriere coralline, ma è presente una grande colonia di capodogli visibili dalle spiagge dell’isola.

Tutti conosco l’Isola di Pasqua per un motivo in particolare, vale a dire i famosi monoliti chiamati statue Moai. Questi busti rocciosi si trovano su tutta l’isola, in totale ne sono stati scoperti 638 e nonostante le numerose ricerche degli esperti, ad oggi non si sa ancora quale sia il loro reale significato e per quale motivo siano state posizionate sull’Isola di Pasqua. In base ad alcune ipotesi, le statue rappresenterebbero i capi tribù indigeni deceduti, inoltre, tramite le statue, i vivi avrebbero la possibilità di entrare in contatto con il mondo dei morti.

Alcune delle statue dell’Isola di Pasqua, sul loro capo, hanno un cilindro ottenuto con un tufo rossastro: si dice sia un copricapo caratteristico o un tipo di capigliatura maschile dell’epoca. Una delle leggende più interessanti e misteriose narra di uomini uccello giunti dal cielo –  chiamati Tangata Manu – che erano in grado di volare: secondo le storie, il capo, chiamato Makemake, era Dio, il creatore del genere umano. Le statue Moai, infatti, erano in grado di muoversi tramite una misteriosa forza esercitata da due sacerdoti. Quando i due scomparvero, i lavori vennero fermati e questo è il motivo per il quale molte statue Moai sono rimaste incompiute.

Photo Credit: KovGabor/Shutterstock.com

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