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Israele, Netanyahu:” non vogliamo profughi siriani, costruiremo un muro”

Benjamin Netanyahu dice no. Il premier israeliano non intende assecondare le richieste dell’opposizione che aveva chiesto ad Israele di aprire le frontiere per lasciar entrare i profughi siriani. Netanyahu, dal canto suo, ha risposo annunciando la costruzione di un muro recintato al confine con la Giordania. Una decisione che non è certo nuova nella politica estera improntata dal leader del Likud. Questo è infatti il quarto muro eretto da Israele; in precedenza per controllare l’arrivo di immigrati africani era stato costruito un muro lungo il confine egiziano, sulle alture del Golan, e la recinzione in Cisgiordania installata durante la seconda intifada, tra il 2000 e il 2005.

“Israele non è indifferente alla tragedia umana dei profughi siriani e africani”, ha spiegato Netanyahu, “ma Israele è uno Stato piccolo, molto piccolo, che non ha una profondità demografica e geografica ed ecco perchè dobbiamo controllare le frontiere”. Con queste parole ha chiarito la sua posizione Benjamin Netanyahu ad Isaac Herzog, capo dell’opposizione, che aveva fatto appello al governo per prendere parte all’emergenza migranti.

Un No, quello di Netanyahu, che rispecchia un progetto già in corso: il muro è già infatti in fase di costruzione lungo la città costiera di Eilat, nel Mar Rosso, fino alla storica Timna.

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