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Israele, un altro agente assalito ad Hebron: sale a 40 il numero delle vittime dall’inizio dell’Intifada dei coltelli

Non si ferma l’intifada dei coltelli. La rivolta palestinese contro le forze di polizia israeliane continua a mietere vittime, da entrambi le parti. Poche ore fa è giunta la notizia di un altro accoltellamento ai danni di un agente delle polizia israeliana. Il suo assalitore sarebbe stato “neutralizzato”, questo il gergo utilizzato dalla radio israeliana. L’attentato è avvenuto nella città di Qalandiya in Cisgiordania.

Una agente della Guardia di frontiera israeliana è stata invece accoltellata a Hebron, nella West Bank. La donna ha ucciso la sua assalitrice a colpi di arma da fuoco, secondo quanto riferito dalla radio militare.

Una situazione, che dall’inizio di quella che è stata considerata dagli analisti politici la terza intifada, ha portato alla morte di 40 persone, sette delle quali israeliane. Un clima di terrore e di caos che il governo israeliano non sembra in grado di controllare. La politica di Netanyahu in merito agli insediamenti israeliani nei territori occupati della Cisgiordania ha fatto per l’ennesima volta riaccendere le ostilità, mai cessate, tra i palestinesi, alla ricerca di una nazione dove vivere, e Israele, pronta a prendersi tutto. Intanto, dall’ex segretario di stato Henry Kissinger, arriva una critica senza filtri alla politica statunitense in Medio oriente:”Gli Stati Uniti devono decidere il ruolo che giocheranno nel ventunesimo secolo e il Medio Oriente sarà il nostro test più immediato e probabilmente più difficile. In gioco non c’è la forza dell’America, ma la sua risolutezza a capire e padroneggiare il nuovo mondo”.

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