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Italia Euro 2016, le pagelle degli azzurri: Conte condottiero, difesa imperforabile

Terminata l’avventura dell‘Italia a Euro 2016 è tempo di bilanci. Ecco le pagelle degli azzurri secondo UrbanPost.it: il migliore, nel complesso, è Emanuele Giaccherini. Il peggiore Stefano Sturaro, nonostante il grande impegno. Si segnalano ottime prove della difesa con Bonucci e Buffon da brividi, l’impegno di Eder e il rammarico per non vedere tutto l’anno un De Rossi magnifico.

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PORTIERI

BUFFON 8 – Un condottiero, a dieci anni di distanza dal mese magico di Germania 2006 ha rischiato di ripetersi con parate interventi da brividi. Anima e corpo di questa Nazionale, le lacrime al triplice fischio di Germania-Italia resteranno un ricordo indelebile, come l’abbraccio ai tifosi il giorno dopo.

SIRIGU 6 – Impiegato solo contro l’Irlanda, suo l’errore sul gol degli irlandesi ma in una partita dal significato pari allo zero.

MARCHETTI S.V. – Uomo spogliatoio.

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DIFESORI

BARZAGLI 7,5 – Sontuoso, la Juventus lo ha risollevato, proprio con Antonio Conte, e lo ha portato a vivere una seconda giovinezza. Insieme ai suoi colleghi di reparto ha alzato un muro invalicabile capace di non subire contro Spagna, Svezia e Belgio, concedendo pochissimo e dovendo raccogliere la palla nella propria porta solo in occasione del gol di Ozil.

BONUCCI 8 – Meraviglioso. Dovremmo sciacquarci tutti la bocca, ha ragione il buon Leonardo: se andassimo a cercare i commenti del 90% degli italiani fino a tre anni fa, non lo avremmo voluto neanche come quinto a calcetto il giovedì sera. La maturazione raggiunta lo fa rientrare a pieno titolo nella top3 dei difensori del mondo, allo stato attuale. Se poi calcia anche i rigori (nella serie contro la Germania gran parata di Neuer, ndr.)

CHIELLINI 7,5 – Quando non deve giocare la palla con i piedi ha pochi rivali, al momento. Contro Spagna e Germania ha commesso errori pari allo zero: non lo vedevamo così in forma da tanto tempo.

OGBONNA 6 – Impegnato contro l’Irlanda non ha sfigurato, ha fatto spogliatoio insieme a tutto il gruppo azzurro essendo un uomo di fiducia di Antonio Conte.

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CENTROCAMPISTI

DARMIAN 6 – Ha recuperato per Euro 2016 in extremis dopo un anno passato a dover fare i conti con infortuni quanto mai antipatici. A sinistra, con il Belgio, è sembrato impacciato e poco attento. Poi è cresciuto, disputando due spezzoni di gara con Spagna e Germania senza sbavature. Peccato per l’errore decisivo dal dischetto.

CANDREVA 7 – Grande assenza contro Spagna e Germania: il laterale italiano ha dato prova di grande cuore, tecnica e acume tattico. Florenzi ha provato a non farlo rimpiangere ma l’assenza per infortunio del laziale è risultata decisiva nei momenti topici dell’Euro 2016.

FLORENZI 6,5 – Ricorderemo di Alessandro Florenzi per quella strepitosa giocata volante sulla linea di porta, poi un Euro 2016 discretamente giocato. Niente affondi, tanto lavoro tattico, qualche piccola incertezza costata cara (vedi gol di Ozil).

GIACCHERINI 9 – L’icona di questo Euro 2016: tornato dalla Premier su richiesta di Conte, la squadra è stata costruita a sua immagine e somiglianza. Undici gregari, lui a portar la bandiera: contro la Spagna 12 chilometri percorsi, con la Germania qualcosina in meno. Il primo gol dell’Europeo per gli azzurri è stato il suo. Ha pressato su ogni portatore di palla, ripiegato in fase difensiva, puntato l’uomo e saltato. Ha messo a tacere le critiche più feroci, rispondendo sul campo.

DE ROSSI 7,5 – Non doveva far parte di Euro 2016, alla fine contro la Germania tutta Italia lo avrebbe voluto in campo anche con una sola gamba. Il suo infortunio è stata una buccia di banana troppo grande per gli azzurri. Giocasse sempre così con la Roma sarebbe ancora tra i primi cinque al mondo.

THIAGO MOTTA 6,5 – Criticato da tutti, con la Germania è mancato in termini di esperienza e qualità. Sarà terribilmente lento ma è entrato in due gol decisivi e nella staffetta con De Rossi si è alternato alla grande. In più, il buon Thiago Motta è stato uno dei senatori di questa spedizione azzurra.

STURARO 5,5 – Convocato tra lo scetticismo generale, non ha fatto nulla di eclatante per poter mettere a tacere le critiche. Con l’Irlanda tutti male, ma dal buon Stefano ci si aspettava qualcosina in più. Contro la Germania stoico per l’impegno e i crampi.

PAROLO 7,5 – Criticato da tutti a inizio Euro 2016, è stato forse inferiore al solo Giaccherini in termini di impegno e di intelligenza tattica. Conte ha scelto loro due come mezzale non a caso. Lo ha dovuto spostare per necessità con la Germania e da frangiflutti ha provato a far qualcosa in più, ma la paura ha preso il sopravvento.

DE SCIGLIO 7,5 – Gettato nella mischia a sorpresa con la Spagna ha stupito tutti e dimostrato che forse non è lui a essere inadatto ma il contesto Milan a lasciar spazio ad ampi dubbi.

EL SHAARAWY S.V. – Mai impiegato.

BERNARDESCHI 5,5 – Messo fuori ruolo con l’Irlanda, non ha fatto alcunché per far ricordare di sé. Su di lui, però, nascerà l’Italia del futuro.

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ATTACCANTI

PELLÈ 7 – Non avesse fatto quel gesto dello scavetto saremmo qui a incensarlo, rigore compreso perché si può anche sbagliare. Non è un fuoriclasse, ha dato tutto quello che aveva ed è arrivato stremato. Non è colpa sua se è l’attaccante titolare della Nazionale, quanto di chi ormai preferisce non coltivare campioni.

EDER 7 – Tacciato da tutti come oriundo ed estraneo al contesto, emozionante già solo come interpreta l’inno. In campo ha dato tutto, forse anche più del dovuto. Peccato per qualche errore tecnico di troppo, ma non avevamo grandi campioni e il suo lo ha fatto.

INSIGNE 6,5 – Impiegato col contagocce, ogni volta che è entrato ha provato a lasciar il segno. Con l’Irlanda un palo, con la Spagna assist decisivo e con la Germania quel tiro da posizione defilata che grida ancora vendetta.

ZAZA 6 – Verrà ricordato come l’autore di un balletto non necessario che ha portato all’errore dal dischetto: resta il rammarico per un Europeo disputato discretamente bene quando chiamato in causa e un tiro dagli undici metri calciato, forse, troppo bene.

IMMOBILE 5,5 – Impegnato con l’Irlanda, non ha impressionato. Anzi…

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ALLENATORE

ANTONIO CONTE 9,5 – L’Italia chiude tra le prime otto solo e soltanto grazie ad Antonio Conte. Attaccato da tutti, reo di aver lasciato a casa fior di fenomeni (ad avercene…), ha messo su non una selezione ma una squadra. Ha scelto di far affidamento sullo zoccolo duro, il blocco Juventus in difesa e gli uomini di fiducia con cui è arrivato qui. Se l’è giocata quasi alla pari con i Campioni del Mondo con calciatori che, fino a qualche mese fa, lottavano in serie A per evitare la retrocessione. Ha sfiorato il miracolo, è andato a un tiro di schioppo. Quando lo hai con te non puoi non amarlo.

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