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Italia on the road, seconda tappa: dall’Ossola al Tigullio

Abbiamo lasciato Orasso e la Val Cannobina nel pomeriggio, per avviarci verso Santa Maria Maggiore, la Val Vigezzo e l’Ossola. Siamo solo al primo giorno del nostro viaggio attraverso l’Italia, ma il nostro umore è già quello di chi brama scoprire nuovi luoghi e ripercorrere strade familiari. La “124” sale con decisione lungo i tornanti che da Cursolo ci portano verso Malesco e Santa Maria Maggiore, poi giù verso la Val d’Ossola, e i suoi paesi di case con i tetti in beola.

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Tempo di un caffè alla Casa del Popolo di Premosello, baluardo che ricorda i fasti dell’era partigiana e della Repubblica dell’Ossola, e siamo di nuovo in auto. Stiamo viaggiando verso Omegna e il Lago d’Orta, meta dei nostri pellegrinaggi adolescenziali alla scoperta di luoghi dalla natura ancora incontaminata.

Da Omegna e dall’olmo secolare che accoglie chi entra nella cittadina in riva al lago, ci dirigiamo sulla costa occidentale del lago, lungo una strada che serpeggia sotto rocce spioventi. Poi svoltando a destra la strada s’inerpica verso Quarna e il paesaggio diventa improvvisamente montano: tornanti, dirupi, pascoli, capre e mucche. Sono quasi le cinque del pomeriggio, il sole è ancora alto ma siamo irrimediabilmente in ritardo sulla nostra tabella di  marcia, volendo arrivare almeno a Genova per l’ora di cena.

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Dopo una serie infinita di tornanti, con la lancetta del termostato della vecchia “124” pericolosamente verso il rosso, arriviamo a Quarna Sopra, tra prati verdissimi e baite in stile alpino: non ricordavamo quanto fosse caratteristica questa località sperduta del Cusio! Lasciamo la macchina a bordo di un prato e scendiamo lungo il pendio, sdraiandoci nell’erba scaldata dal sole: siamo quasi assopiti quando ci sveglia lo scampanare di un gruppo di bovini al pascolo, accompagnati da una ragazza con tanto di cappello di paglia e bastone. Ci guarda e sorride, noi ricambiamo il sorriso mentre cerchiamo di ricomporci dal sonno: è il primo incontro femminile del viaggio, ma non dimenticheremo facilmente quegli occhi scuri.

Le ombre della sera si allungano mentre scendiamo verso la pianura per raggiungere prima Borgomanero ed imboccare la nuovissima autostrada A26, inaugurata da meno di un anno. Siamo diretti verso Genova e vogliamo arrivare ad un orario decente, almeno per cenare… Le doti velocistiche della vecchia “124” sono messe alla prova sul liscissimo nastro d’asfalto della nuova autostrada, semideserta: viaggiamo a quasi 150 km orari di media, lasciandoci alle spalle la pianura vercellese, Casale Monferrato, Alessandria, Ovada.

Le lunghe gallerie e i viadotti ci accompagnano in Liguria, fino a scorgere il mare proprio mentre il sole cala sull’orizzonte annunciando la sera. Fa caldo, i finestrini sono abbassati ma gli interni di skai della “124” ci fanno sudare e appiccicare le magliette allo schienale. Fabrizio è apatico, è seduto sul sedile del passeggero e continua a fumare una Marlboro dietro l’altra: nemmeno Kill ’em all lo scuote, nonostante abbia inserito la cassetta e alzato il volume all’improvviso.

Usciti dalla A26 imbocchiamo l’autostrada verso Genova, passiamo le gallerie cittadine quasi all’imbrunire e decido di uscire sulla A12 a Genova Nervi. Siamo diretti a Bogliasco (nella foto), sulle orme dei miei nonni paterni che nella cittadina del  Tigullio avevano un appartamento estivo. Arriviamo in città che le ultime luci del giorno si stanno spegnendo nel mare, mentre una leggera foschia cala sull’orizzonte. Sono stanco, sto guidando da ore, la “124” è quasi vuota come il mio stomaco: grazie ai miei ricordi, ritroviamo la trattoria dove cenavano spesso i miei nonni. La sera si riempie di profumi di basilico e pesce, mentre pensiamo se dormire in macchina o cercare una stanza per la notte lo sguardo si perde nel mar Ligure acceso d’argento dalla luce della luna. (Continua).

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(Foto: Bogliasco, di Alexander Tihonov / Shutterstock)

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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