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Italia on the road: viaggio alla riscoperta di un paese che non c’è più

Questo viaggio inizia e finisce nel passato. Mi spiego, altrimenti pensate che abbia perso completamente la testa. Qualche giorno fa ho contattato un amico di vecchia data: stavo cercando alcune foto di un viaggio che facemmo insieme tanti anni fa, in auto, solo noi due, su e giù per l’Italia. Con grande rammarico ho scoperto che queste foto non esistono più, semplicemente distrutte nell’allagamento di una cantina.

Elaborato il lutto ho deciso che per non dimenticare questo viaggio che ha segnato la mia vita come uno spartiacque, dovevo raccontarlo. Ho frugato nei miei archivi e ne è uscito un vecchio Moleskine, scritto fitto fitto. Nelle circa cento pagine vergate di mio pugno ho ritrovato date, luoghi, itinerari, orari, cibi, nomi di alberghi, di paesi improbabili, di ragazze, di meccanici che hanno messo le mani sulla vecchia 124.

Si perché questo viaggio inizia il 26 giugno 1989, a Sesto Calende, a bordo di una vecchia Fiat 124 berlina con quasi vent’anni di vita e duecentomila chilometri sul gobbone. Due ragazzi uno ventenne, l’altro appena maggiorenne, si erano messi in testa di attraversare lo stivale “on the road”, da nord a sud, percorrendo solo strade statali, in massimo trenta giorni.

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Un viaggio maturato da una suggestione, dalla lettura di “America perduta” di Bill Bryson, il libro di viaggio più bello degli ultimi trent’anni: Bill con la sua Chevette attraversa “The lost continent” (questo il titolo originale del libro) alla ricerca del proprio passato e delle vicende familiari. Un po’ come accadde a me e Fabrizio in questo lungo percorso attraverso lo stivale, dai paesi in cui abbiamo vissuto la nostra adolescenza ai luoghi che hanno dato i natali ai nostri nonni.

Fu un viaggio intenso, quasi sensuale. La vecchia 124 puzzava di sudore e cibo, di polvere e olio. Incontrammo sguardi severi, facce antiche, occhi languidi, paesaggi nebbiosi e strade bianche, autostrade trafficate, guadi, passi appenninici. Paesi con i vecchi sulle sedie in mezzo alla strada. Siamo rimasti a piedi in mezzo al nulla, ma abbiamo viaggiato, abbiamo vissuto un paese che forse non c’è più, ma che certo vale la pena di raccontare ancora oggi, ventisette anni dopo. Le foto non saranno purtroppo le originali, perdute per sempre, ma il racconto del viaggio sarà fedele come una cicatrice. Buona lettura e buon viaggio. (continua)

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(Foto: Acceptphoto / Shutterstock)

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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