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Italiani ignavi che piangete e chiedete le staminali per i malati dove eravate nel 2005? Siete voi i colpevoli

Si è spenta anche la piccola Sofia, letteralmente divorata dalla sua malattia degenerativa e la denuncia indignata del Professor Vannoni, balzato alle cronache dopo che Le Iene si sono reiteratamente occupate delle sue importanti scoperte scientifiche raccontando la tragedia di una malattia degenerativa, ha fatto il giro del web. Orde di italiani indignati ora piangono grottesche lacrime, figlie del sensazionalismo, per tutti quei malati serrati nei vicoli ciechi della loro condanna irreversibile. E io mi chiedo dove diavolo fossero questi macrogruppi affranti al cospetto di una legge cagna che affastella veti su veti nel nome di dogmi e clericale condiscendenza.

cure staminali

Nel lontano 2005, in questo Paese, abbiamo avuto la possibilità di uscire dal cerchio maledetto dell‘ignavia e mostrare un briciolo di compassione e senso civico, sarebbe bastato recarsi alle urne e votare per il Referendum sulla fecondazione assistita che poneva 4 temi, fra cui la possibilità di ampliare il metodo di ricerca con le cellule staminali slegando i polsi degli uomini di scienza da un campo minato di “NON SI PUO”. E la storiella della mancata informazione non regge, i più grandi luminari italici sono scesi in campo al fine di spiegare agli italiani (che come sempre amano salvare Barabba) i benefit che l’abolizione della Legge 40 avrebbe comportato. Ben 2 premi Nobel, quali i compianti Rita levi Montalcini e Renato Dulbecco, che commentò l’esistenza di questa legge: “umiliante per la medicina”, scesero in campo e, a cascata, li seguirono il Professor Veronesi che definiva la Legge 40 “ ingiusta, inumana e antiscietifica”, Margherita Hack, la quale poneva l’accento sulla medievalità delle norme vigenti e l‘Accademia dei Lincei.

Un team di 100 scienziati e luminari italici ha dato vita ad una campagna informativa che era impossibile ignorare fra costoro, ricordiamo, per onor di cronaca, anche dei cattolici come il professor Carlo Bulletti, direttore dell´Istituto di Fisiopatologia della Riproduzione dell’ospedale di Rimini: “Da credente voterò 4 sì, perché non condivido che lo Stato imponga a tutti un principio religioso e cattolico.” E ancora: “Si’ dall’Accademia dei Lincei all’uso degli embrioni congelati in sovrannumero per ottenere cellule staminali a fini di ricerca.
Ma quel week end, me lo ricordo benissimo, c’era un bel sole e allora tutti al mare o fare la passeggiatina fuori porta mentre i parenti delle persone afflitte da malattie degenerative speravano in un atto di umana solidarietà. Allora, a quel 74,1% di italiani che ha avuto di meglio da fare, che ha scelto di veder morire fra atroci sofferenze un proprio simile in virtù di un credo personale che non costituisce alcun assioma inattaccabile (a meno che non intendiamo complimentarci con L’Inquisizione per il giusto e doveroso lavoro di repulisti da” streghe” e “invertiti” messi al rogo), che ha ignorato volutamente l’appello dei più grandi scienziati del Novecento, io chiedo e pretendo che si prenda sulle spalle la responsabilità di questa non scelta. Chiedo e pretendo che facciano i conti con la propria coscienza e che abbiano il coraggio di guardare quanto il sonno della loro ragione abbia generato mostri“.

Perché chi si è arrogato il diritto di stabilire il confine tra lecito e illecito, sapendo di mandare a morte migliaia di sventurati dal Dna maledetto – negandogli il conforto della speranza derivata dalla ricerca medica e forse, negli anni, di una possibile cura – abbia la buona creanza di tacere e non seguire la “moda dell’indignazione”; adesso il 74,1% per cento degli italiani guardi gli occhi e i poveri corpi agonizzanti di questi malati, e poi guardi anche i genitori, i figli, i fratelli, i fidanzati, gli amici di coloro che, pagano il dazio della volontà un dio che non riconoscono . Infine faccia mente locale su dove si trovasse in quel week end assolato di giugno del 2005: se anche uno soltanto di questi ignavi si maledirà allora queste morti inutili inizieranno ad avere un senso.

Fama di loro il mondo esser non lassa;/ misericordia e giustizia li sdegna:/ non ragioniam di lor, ma guarda e passa. (Dante Alighieri, Inferno, Divina Commedia)

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