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Italiani rapiti in Libia ultime news: si teme l’azione di trafficanti di esseri umani

 

Ore di ansia e attesa, queste, per i familiari dei 4 italiani rapiti in Libia domenica 19 luglio. Sono stati sequestrati nella zona di Sebrata, mentre, rientrati dalla Tunisia, si dirigevano verso l’impianto gasiero dell’Eni a Mellitah. L’ONU, confermando l’impegno “per raccogliere informazioni” sulla vicenda, ha chiesto inoltre “il rilascio immediato e senza condizioni dei quattro tecnici italiani” rapiti, come confermato dall’inviato della Nazioni Unite per la Libia, Bernardino Leon.

Secondo le sporadiche e lacunose notizie diramate finora da fonti locali, dietro il sequestro dei quattro tecnici della società di costruzioni Bonatti di Parma ci sarebbe l’azione di gruppi criminali locali dediti al traffico di esseri umani. Lo riferisce l’ambasciatore libico in Italia, Ahmed Safar, che parla di “pista accreditata”.

Quella in cui è avvenuto il sequestro è infatti una zona pericolosa, controllata da milizie tribali che guerreggiano tra loro; secondo quanto riferito da fonti dell’esercito libico fedele al governo di Tripoli, il rapimento dei cittadini italiani sarebbe opera della milizia islamista di Zuara, ma si tratta di notizie ufficiose. Tra le ipotesi al vaglio quella del rapimento che avrebbe lo scopo di ottenere la liberazione di trafficanti di migranti libici detenuti in Italia; e quella della “motivazioni criminali” tra gruppi locali, che porterebbe a ritenere inverosimili le presunte motivazioni politiche dietro il sequestro paventate nelle ultime ore.

 

 

 

 

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